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aprire wine bar

Terzo e ultimo articolo – guida su come aprire un’enoteca. Dopo aver visto cosa serve, quale sia l’investimento in termini di vino e quali finanziamenti sia possibile richiedere per aprire un’enoteca centriamo ora il focus su due aspetti molto rilevanti: quanto si guadagna e come promuoverla.


Ultima parte del nostro piccolo viaggio tra idee e informazioni utili per aprire un’enoteca. Se hai perso gli articoli precedenti puoi iniziare la lettura da questo. Se invece ti interessano gli argomenti trattati in quest’ultima parte continua pure la lettura.

Aprire un’enoteca può rappresentare una interessante prospettiva di business. Il vino italiano è uno dei mercati più in crescita della nostra economia, che non sembra per ora temere le grandi criticità che hanno caratterizzato l’inizio di questo 2020. Per tutti gli europei, il vino è ormai considerato un must, persino in quei Paesi, come la Germania, dove la birra continua a farla da padrona, ma il vino ha ampiamente guadagnato posizioni, specie tra il pubblico femminile e in particolare le etichette italiane.

Hai valutato per bene la tua idea e sei pronto a partire, manca solo un piccolo dettaglio per stilare il tuo business plan: quanto guadagna un’enoteca?

Una domanda legittima, che resta però un quesito da un milione di euro. Nel provare a calcolare i possibili ricavi di un investimento del genere è necessario tenere conto di alcuni fattori essenziali.

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Quanto guadagna un’enoteca? Ricarichi e fattori di successo

Il successo di un’enoteca dipende essenzialmente da fattori quali:

  • assortimento di prodotti;
  • posizione del locale;
  • ricarico investimento spalmato nel tempo;
  • condizioni di fornitura e marginalità sulle bottiglie in vendita;
  • possibilità di ampliare le occasioni di incasso con somministrazione di vini e alimenti.

Di solito su vini e liquori imbottigliati si ha un ricarico in termini di marginalità anche del 150%/200% sul prezzo di acquisto, tenendo conto che solitamente un vino venduto all’ingrosso a circa 6 euro a bottiglia sarà rivenduto al dettaglio tra i 12-15 euro.

In questo modo è possibile fare una stima del numero di bottiglie che sarà necessario vendere per rientrare nei costi preventivati nel business plan, e in quanto tempo. Il tutto tenendo conto che, come spiegato nei precedenti articoli, un’enoteca che si “rispetti” conta solitamente dalle 1.200 alle 2.000 referenze, toccando quota 5.000 per quelle storiche e davvero fornite.

Maggiore sarà invece la percentuale sulla vendita di vino sfuso. Un dettaglio, quest’ultimo, che potrebbe indurre a conclusioni affrettate, a fronte di un investimento per l’acquisto di macchinari e sistemi per la spillatura molto ingente.

Ciò che, invece, rappresenta una fonte di marginalità maggiore è senza dubbio la somministrazione, in grado di generare profitti dal 50% al 70% grazie all’offerta di aperitivi, degustazioni e menù.

Aprire un’enoteca in franchising: condizioni

Discorso diverso per chi sceglie di aprire un’enoteca in franchising, strategia che obbliga il rivenditore ad adeguarsi alle condizioni dell’azienda madre, in termini di fornitura prodotti, offerte stagionali, marginalità, somministrazione, strategie commerciali e selezione delle etichette. Inoltre, per molti franchising è obbligatorio il pagamento di un fee per l’utilizzo del marchio, calcolato in base alla notorietà del brand.

In entrambi i casi, sia che si scelga di aprire un’attività autonomamente che si preferisca affidarsi ad un franchiser resta indispensabile vagliare con cura i punti descritti nell’elenco all’inizio di questo articolo, approfonditi meglio nella prima e seconda parte di questa guida.

Promuovere l’apertura di un’enoteca o wine bar

Le più innovative strategie di marketing viaggiano oggi sul web. Informatizzare è necessario per entrare in un’ottica di lavoro più smart tanto nei confronti dei propri collaboratori (fornitori, dipendenti e simili) quanto della clientela.

Il vino viaggia sui social, ed è lì che per il mercato consumer riscopre una vetrina efficace. Questo perché il vino, più di altri prodotti, si presta ad uno storytelling affascinante, che si snoda attraverso la storia della cantina, delle tecniche di produzione e del territorio. In questo, le possibilità offerte dai più gettonati social network rappresentano certamente il mezzo migliore per costruire una narrazione in grado di arrivare al cuore della tua clientela.

Organizza una strategia individuando nel tuo business plan anche un budget mensile / annuale per i tuoi investimenti pubblicitari, sia online che non. Per quanto concerne il web, oggi la parola d’ordine è interazione.

Fai del tuo pubblico un interlocutore in grado di suggerirti gli orientamenti più profittevoli in termini di prodotti, orari di apertura, servizi offerti. Incuriosiscili con il racconto suggestivo e puntuale delle etichette in degustazione, dei prodotti che possono trovare presso il tuo punto vendita e dei servizi ad esso correlati, come la consegna di bottiglie a domicilio.

Utilizza le funzioni offerta dai vari social per generare lead, ovvero potenziali contatti in target, ai quali inviare proposte commerciali e eventi in programma, per spingerli a visitare il locale.

Cerchi un fornitore 2.0? Prova con Esploravino

Esploravino è l’unico fornitore di vini italiani e internazionali per il settore HoReCa in grado di offrirti un servizio innovativo con:

  • una cantinetta informatizzata in conto vendita per il tuo locale, per gestire ordini, fatturazione e magazzino in modo più comodo e automatico;
  • possibilità di prendere bottiglie in conto vendita, pagando solo per quelle effettivamente vendute;
  • un esclusivo servizio di reso gratuito di bottiglie invendute senza costi per il cliente;
  • consulenza specializzato in merito alla migliore selezione di vini italiani e internazionali per il tuo locale.

Contattaci per avere maggiori informazioni sui nostri servizi e iscriviti alla newsletter Esploravino per non perdere novità di settore, promozioni e aggiornamenti su questo fantastico settore.

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