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I 10 migliori ristoranti per gli amanti del vino in Italia. Dove sono, quali sono e qual è il loro segreto?


Una perfetta selezione di vini è molto più di una efficiente strategia per attirare clientela nel tuo locale. La scelta delle etichette è un aspetto che riflette la filosofia del ristorante, e condiziona le proposte culinarie e la loro degustazione.

Un aspetto, quindi, più che fondamentale in grado di contribuire in modo determinante a decretare il successo del locale e la sua riconoscibilità. Talmente determinante che, proprio a questo particolare, è ogni anno dedicato il premio Gastronauta per le migliori carte dei vini italiane.

Nell’articolo che segue vediamo insieme 10 ristoranti italiani che hanno scelto di puntare tutto sul vino, investendo su proposte di qualità, assortimento ricercato e, soprattutto, perfetto abbinamento di etichette e menù.

Se sei un ristoratore, però, prima di cominciare scopri come costruire una carta dei vini perfetta, grazie a Esploravino: l’innovativo servizio che ti offre una cantinetta informatizzata in comodato d’uso gratuito insieme alla consulenza di un fornitore professionale per riempirla con la migliore selezione di vini italiani adatti alla tua cucina.

La Pergola – via Alberto Cadlolo 101, Roma

È stato definito “uno dei ristoranti più belli al mondo” per via dell’incredibile vista panoramica sulla città di Roma. Il locale è situato al nono piano dell’Hotel Rome Cavalieri, caratteristico edificio in stile novecentesco nel quartiere Montemario. Heinz Beck, imprenditore proprietario del ristorante, non ha voluto limitarsi ad una carta dei vini. Ne ha scelte due.

Una di sole etichette italiane, 34 delle quali provenienti dalla cantina Gaja del Barbaresco, e una carta di vini internazionali con referenze provenienti da tutto il mondo.

Selezione e abbinamenti sono delegati alla professionalità di Marco Reitano, in grado di gestire un tale patrimonio enoico con impeccabile competenza. Tratto distintivo della carta di vini italiani de La Pergola è quello di essere fortemente orientata a piccole cantine e vini naturali.

Reale – contrada Santa Liberata, Castel di Sangro (AQ)

Il ristorante di Nico Romito è la grande rivelazione italiana degli ultimi anni. Un successo inarrestabile per lo chef e imprenditore abruzzese, che dal 2004 ha scelto di farsi affiancare da Giovanni Sinesi, premiato “miglior sommelier 2018” al Best Italian Wine Awards, nella costruzione di una carta vini ricercata e impeccabile.

Il locale ospita oggi circa 8.000 bottiglie di vino di 500 diverse cantine, prevalentemente italiane ed europee. Per la carta dei vini, invece, l’orientamento è sempre quello dei piccoli produttori di qualità. Radicamento al territorio e passione fanno il resto.

Le Calandre – via Liguria 1, Sarmeola di Rubano (PD)

Si tratta di uno dei migliori ristoranti in Italia, frutto della ironica e dissacrante genialità dello chef Massimiliano Alajmo. Il locale propone una carta dei vini su iPad, costituita da circa 1.000 etichette, suddivise per regione e vitigno. Principali Paesi di provenienza: Italia e Francia, ma non mancano bottiglie spagnole, californiane e sud africane.

Particolare attenzione, naturalmente, è riservata ai vini locali, con una selezione di etichette venete dalla quale spiccano i Valpolicella, Amarone e Soave. Una carta vini ritagliata al centimetro sulle originali e numerose proposte culinarie dello chef.

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Don Alfonso 1890 – corso Sant’Agata 13, Sant’Agata su Due Golfi (NA)

Più che un ristorante una vera e propria istituzione, di cui proprio la cantina rappresenta la punta di diamante. Ricavata in una grotta vulcanica di epoca romana e disposta su più livelli, è praticamente un forziere da 25.000 bottiglie di circa 1.500 etichette differenti provenienti da ogni angolo del mondo.

Una lista infinita in cui perdersi dolcemente, sapientemente condotti da Maurizio Cerio, ormai da anni al fianco della famiglia Iaccarino, proprietari a del locale.

Il Duomo – via Bocchieri, Ragusa

Tra i capofila del sud troviamo un’autentica eccellenza italiana. La carta vini del ristorante Il Duomo di Ragusa è infatti una vera e propria enciclopedia, premiata dal “Best of Award of Excellence” della rivista Wine Spectator e dalla World’s Best Wine lists 2018, lista delle 100 carte dei vini migliori al mondo.

1.200 etichette, 11.000 bottiglie conservate in roccia di tufo, che oltre ad un’immancabile selezione di vini siciliani apre il suo spettro a tutti i Paesi del mondo, con particolare riguardi per i vini francesi, dallo champagne ai bianchi di Loira e Borgogna.

San Domenico – via Sacchi 1, Imola

Peculiarità del ristorante, al di là naturalmente di una cucina ricercata e al di sopra degli standard, è proprio la cantina storica. Ricavata in un ambiente realizzato oltre cinquecento anni fa da sapienti frati domenicani, è un piccolo caveau, all’interno del quale sono custodite bottiglie di annate storiche e più recenti, a testimonianza di un’ottima continuità storica e temporale.

Il tesoro è appannaggio di Francesco Cioria, costruito in anni di dedizione nel lavoro, con occhio attento tanto ai grandi classici dell’enologia, quanto alle rivelazioni più innovative degli ultimi anni.

Roscioli – via dei Giubbonari 21, Roma

Praticamente il più autentico carattere “romanesco” in un solo, inimitabile, locale. Proposte culinarie di qualità che comprendono anche un caffè pasticceria, insieme ad una selezione di vini che va oltre l’enoteca: 2.800 etichette gestite da un solo uomo, il Papa.

No, non proprio quello che ti aspetti, ma praticamente un suo corrispettivo in termini di cultura e istituzione enoica, Maurizio Paparello, considerato tra i più grandi conoscitori di vini italiani. La carta vini del locale riflette in tutto e per tutto la sua spassionata filosofia: bottiglie italiane e francesi di rilievo, con grande attenzione ai piccoli produttori di vini biologici, naturali e biodinamici.

Villa Maiella – Località Villa Maiella 30, Guardiagrele (CH)

Torniamo in Abruzzo per visitare un autentico angolo di paradiso. Di Villa Maiella, infatti, il cliente resta colpito in primo luogo dalla suggestione di una location unica: una villa con ettari di orto e uliveto che ospitano suini neri allevati allo stato semi – brado. Il tutto sullo sfondo della montagna madre degli abruzzesi, la Majella, da cui il locale prende il nome.

Pascal, componente della famiglia Tinari che dagli anni ’60 gestisce il ristorante, è un sommelier attento. La sua specialità: costruire di volta in volta una carta vini ben strutturata, con spiccati omaggi alla sua terra d’origine e ad un’altra sua grande passione: lo Champagne.

Locanda Aurilia – via Aurelia 17, Loreggia (PD)

800 etichette nazionali ed estere, per una carta vini meno corposa di altre menzionate in questo articolo, ma allo stesso tempo di rilievo. Sintomo che non è il numero di bottiglie a fare la differenza, ma la sensibilità necessaria alla loro selezione.

Non a caso il locale è un punto di riferimento per gli amanti del vino che da tutta Italia, e non, fanno spesso capolino per degustare le ultime novità in fatto di vini padovani e veneti, e tutte le altre chicche custodite in cantina.

La Ciau del Tornavento – piazza Baracco 7, Treiso (CN)

Il nostro tour si chiude nelle Langhe, storico territorio di produzione vinicola italiana. A Treiso, in un ex asilo del ventennio, l’imprenditore Maurilio Garola da’ vita ad un ambizioso progetto atto a mixare sapientemente piatti della trazione langarola con proposte di mare a base di pesce.

La carta dei vini, di conseguenza, non poteva non essere altrettanto originale. Tra le quasi 3.000 diverse etichette di circa 334 produttori troviamo vini provenienti da 13 nazioni, tra cui Francia, Argentina, Australia, California, Cile e Uruguay, insieme ad una corposa (quasi la metà) selezione di Barolo e Barbaresco, che parlano la lingua locale.

Il tutto raccolto in una splendida grotta di tufo, da sempre attrattiva del locale.

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