★ Sei un wine lover? Entra nel Social Club

carta dei vini ristorante
Horeca

Organizzare una degustazione di vino al ristorante in 10 passi

Organizzare una degustazione al ristorante è il miglior modo per avvicinare la clientela all’assaggio delle etichette selezionate per la tua cucina. Vediamo come fare in 10 semplici passaggi.


Se hai creato una carta dei vini ben strutturata e in grado di valorizzare la cucina del tuo locale adesso è necessario promuoverla. Illustrare in modo semplice e, perché no, divertente alla tua clientela come degustare un vino in modo corretto rappresenta una strategia vincente in quanto:

  • avvicina il pubblico al mondo del vino, spostando il focus dal prezzo alla qualità;
  • permette alla clientela di capire di più in merito alle differenze di stili, aiutandoli nella scelta di quello più gradito;
  • promuove i prodotti del territorio, i suoi sapori, le sue eccellenze, per il benessere dell’intera comunità;
  • infonde fiducia nei tuoi clienti, restituendo una positiva sensazione di sicurezza in merito alle buone pratiche per degustare un vino, apprezzandone ogni aspetto.

Se hai deciso di organizzare una degustazione di vini nel tuo ristorante ecco 10 pratici consigli da seguire step-by-step per farlo in maniera semplice.

1 – Trova la data giusta

La scelta dei vini è, in un certo senso, condizionata dal periodo in cui prevedi di organizzare la tua degustazione. Nel periodo autunno – inverno, per esempio, sarà quasi scontato organizzare degustazioni di novello, magari accompagnate da piatti di stagione.

Allo stesso modo, se il mese in cui scegli di lanciare il tuo evento è caratterizzato dalla presenza di una ricorrenza particolare (festa della donna, Natale, giornata della montagna, etc) puoi scegliere di organizzare la tua degustazione a tema con una spinta in più.

2 – La scelta del vino

Sembrerà scontato, ma non lo è. Il numero massimo di vini consigliati per una degustazione dai più esperti sommelier è quello di 2 o 3 etichette. Pochissime se si tiene conto del “normale” numero di referenze presenti all’interno dei locali di ristorazione.

Inoltre, è importante tener conto che i suddetti vini interagiscano bene tra loro. Ovvero, che la degustazione rappresenti un vero e proprio viaggio alla scoperta, non solo, dei sapori dei prodotti selezionati, ma anche della loro storia, del territorio, dei metodi di produzione sempre con una certa coerenza.

In ultimo, se la degustazione è corredata dall’assaggio di piatti del locale, magari di ricette create ad hoc per l’occasione o di piatti simbolo del ristorante, i vini in degustazione dovranno ovviamente essere ben abbinati con essi. Insomma, scegliere il vino per una degustazione non è così ovvio come potresti pensare. Se ti servono consigli scorri questo articolo fino alla fine.

3 – Sommelier o non sommelier?

Molti piccoli ristoranti italiani non ne sentono l’esigenza e questo, in sé, non rappresenta assolutamente un problema. Quella del sommelier rappresenta una figura in grado di restituire prestigio all’immagine del locale, incidendo positivamente sulle vendite del vino, ma allo stesso tempo costituisce una risorsa che non tutti possono permettersi.

Nel lavoro di un comune ristorante non è importante avere o non avere un sommelier, ma saper presentare il vino nel modo giusto, raccontandolo alla clientela con semplicità, umiltà e passione.

Ad ogni modo, quella di affidarsi ad un sommelier esperto per la conduzione di un evento di degustazione nel tuo locale potrebbe rivelarsi un’idea interessante e, soprattutto, oculata. Un professionista del vino è certamente in grado di affiancarti nella scelta delle bottiglie più idonee alla degustazione che scegli di organizzare.

Allo stesso tempo, il suo lavoro sarà quello di condurre l’intera degustazione catturando l’interesse dei partecipanti, attraverso un lessico più professionale e illustrando il corretto rito di degustazione nel suo pieno svolgimento. Per la buona riuscita dell’evento e un maggiore coinvolgimento dello stesso.

4 – Promuovi il tuo evento

Dopo aver scelto la data, selezionato le etichette e pensato ai piatti in abbinamento è necessario promuovere il tuo evento in modo efficiente per garantirti la massima partecipazione. Creare il “solito” evento su Facebook, magari sulla pagina del locale che non aggiorni da settimane o anche mesi, non serve a nulla.

O meglio, non serve farlo in questo modo. Promuovere un evento richiede un minimo di dedizione, costanza e, soprattutto, di arguzia. Pubblica costantemente aggiornamenti sull’evento Facebook in merito al tuo evento, con rimandi ai prodotti che il pubblico andrà a degustare, location, ospiti e ogni altra informazione utile.

Crea una strategia condivisa e coerente, promuovendo il tuo evento su Facebook in modi diversi (cambio copertina, pubblicazione di immagini, contenuti pubblicati direttamente sull’evento, canvas per le iscrizioni, etc) e altri canali (Instagram stories, broadcast su WhatsApp, inserimento dell’evento in app e servizi specifici di organizzazione eventi).

Infine, prova a far pubblicare un articolo sull’evento da uno o più quotidiani locali. E se hai in mente altre strategie non aspettare a metterle in pratica!

5 – Presentazione dei vini

È arrivato il gran giorno. Tutti gli step affrontati fino ad ora hanno portato buoni risultati ed un discreto numero di adesioni. Niente male per la tua prima degustazione.

Per cominciare presenta agli ospiti il locale, la sua filosofia e i vini scelti per la degustazione. Racconta perché li hai selezionati e in che modo, le loro peculiarità, la loro storia.

Ricorda che una corretta presentazione del vino permette di innamorarsi di esso ancora prima di assaggiarlo! Se hai già letto i nostri consigli sul galateo del vino al ristorante saprai sicuramente che la sequenza corretta per presentare un vino è quella di enunciare nome, eventuale cru, annata e produttore, con altre informazioni più tecniche o specifiche solo in un secondo momento.

6 – Regole generali di degustazione

Utilizzare il bicchiere giusto per ogni vino e riempirlo solo per 1/3 della sua capacità. Offrire al pubblico la possibilità di verificarne colore e densità in controluce, con una buona illuminazione dell’ambiente. Metti a disposizione un block notes o foglio per gli appunti per dare l’opportunità ai presenti di prendere nota delle sensazioni scaturite dal vino in degustazione.

In ultimo, un piccolo sgarro alla regola: per una degustazione al ristorante non serve sputare il vino in assaggio, come solitamente accade nelle degustazioni professionali. Un piccolo assaggio è consentito, e anzi, un po’ incoraggiato 😉

7 – Attenzione alla sequenza dei vini

Iniziare con un rosso pastoso per passare ad un bianco non ha senso. Il primo coprirebbe l’intero bouquet del secondo senza possibilità di indovinare nulla. La degustazione dei vini prevede una precisa rotazione in sequenza:

  • Spumante secco
  • Bianco secco leggero
  • Bianco secco strutturato
  • Rosato
  • Rosso giovane
  • Rosso maturo
  • Passiti, vini dolci, vini liquorosi.

Indipendentemente da quale vino scegli per la tua degustazione, ricorda di rispettare sempre quest’ordine.

8 – Il momento dell’assaggio

È senza dubbio il più atteso dell’evento, in cui le sensazioni dei partecipanti si fanno più reattive. Lascia che la degustazione sia per tutti un momento intimo e non condizionato da giudizi o pareri esterni.

Chiedi ai tuoi ospiti di fare silenzio, illustra loro il modo corretto per degustare il vino e lascia che siano trasportati dalle loro sensazioni, chiedendo di annotarle sul notes.

Una volta terminato l’assaggio, rendi il tutto interattivo, chiedendo direttamente al pubblico di illustrare le diverse sensazioni scaturite dal bouquet e confrontandole tra loro. Un modo divertente per acquisire maggiore competenza in materia.

9 – La degustazione dei piatti

Non esiste una vera e propria regola che obblighi a servire i piatti in abbinamento alla degustazione durante o dopo di essa. Esiste la narrazione che sarai in grado di creare tu o il sommelier che condurrà l’evento, e il coinvolgimento scaturito dal perfetto abbinamento di un piatto preparato a dovere con il giusto vino scelto per accompagnarlo.

10 – Scegli il giusto fornitore di vini

Per selezionare le etichette più in linea con la filosofia del tuo locale e sempre al miglior prezzo prova con Esploravino: l’innovativo servizio di distribuzione vini per il settore HoReCa che ti offre:

  • un servizio di cantinetta informatizzata in conto vendita, per gestire ordini, fatturazione e magazzino in modo più comodo e automatico;
  • la possibilità di prendere bottiglie in conto vendita, pagando solo per quelle effettivamente vendute;
  • un esclusivo servizio di reso gratuito di bottiglie invendute senza costi per il cliente;
  • consulenza specializzato in merito alla migliore selezione di vini italiani e internazionali per il tuo locale.

Contattaci per avere maggiori informazioni sui nostri servizi e iscriviti alla newsletter Esploravino per non perdere i prossimi approfondimenti e le novità di settore!

vini naturali
Winelovers

Vino Biodinamico: disciplinare, prezzi e quali sono i migliori in Italia

Prodotti curiosi e di tendenza, tornati alla ribalta negli ultimi anni grazie alle loro caratteristiche perfettamente in linea con le più attuali richieste di mercato. Parliamo di vini biodinamici, di come sono prodotti e di quanto costano.


Molto di moda e allo stesso tempo molto discussi. I vini biodinamici non sono propriamente una novità di mercato, dal momento che la disciplina biodinamica esiste e viene praticata sin dagli anni ’20 del ‘900. L’odierno revival dei prodotti biodinamici è esclusivamente attribuibile a favorevoli condizioni di mercato, con una sempre maggiore alfabetizzazione da parte del pubblico in merito a cibi e bevande e ad una sana predilezione per i prodotti healty, biologici, a filiera corta e ecosostenibili.

Proprio tra questi ultimi principi trova spazio la filosofia biodinamica e i prodotti enogastronomici coltivati secondo i suoi dettami. Una pseudo-scienza che è, in un certo senso, un’evoluzione del concetto di biologico.

Una pratica che non guarda solo alla produzione agricola a ridotto utilizzo di pesticidi e concimi chimici, ma anche al rispetto dei cicli naturali della terra, delle stagioni, delle fasi astrologiche e molto altro ancora.

Nel settore enoico, i vini biodinamici, naturali, biologici, organici e vegani hanno trovato ampiamente spazio negli ultimi anni, a fronte di un sempre maggiore interesse da parte del pubblico. Basti pensare che i soli vini vegani hanno contributo a spingere il mercato con un +35% punti in percentuale nel 2019, determinando nuovi investimenti da parte delle cantine italiane per produrli e commercializzarli.

Ciò che ancora manca, però, è un unico, condiviso e legalmente riconosciuto disciplinare di produzione di vini vegani e biodinamici, in grado di attestare l’autenticità del prodotto, regolamentandola a norma di legge. Uno dei motivi per i quali, vini vegani e biodinamici, sono ancora molto spesso guardati con sospetto dalla critica, quando non propriamente bistrattati da celebri sommelier che li considerano poco più di una moda passeggera.

Una moda che ha però saputo affermarsi, divenendo una stabile e interessante nicchia di mercato, sempre pronta a stupire e a incuriosire il pubblico.

Agricoltura biodinamica: cos’è e cosa prevede

Nell’agricoltura biodinamica i preparati utilizzati per la cura e il nutrimento di terreno e piante sono esclusivamente a base di prodotti naturali e biologici. Volendo fare una precisazione, l’agricoltura biodinamica nasce prima di quella biologica così come la intendiamo oggi (nel senso che, storicamente, l’agricoltura non intensiva era, per forza di cose, “biologica”, solo non ancora definita tale).

I principi dell’agricoltura biodinamica sono stati teorizzati dal filosofo austriaco Rudolf Steiner negli anni ’20 e “coltivati”, è proprio il caso di dirlo, per anni da numerosi agronomi, hobbisti, professionisti e altri individui operanti nel settore agricolo, che hanno contribuito a migliorarne i precetti, raccoglierli e divulgarli.

Di primo acchito, le più comuni pratiche utilizzate in agricoltura biodinamica potrebbero apparire bizzarre, e sicuramente lo sono: rispetto delle fasi lunari e astrali in ogni momento della coltivazione, utilizzo di preparati a base di corno o ossa per catturare energie e luce, cortecce e scarti di animali per incrementare la produzione di humus nel terreno, insieme ad una buona dose di letame che non guasta mai.

Pratiche stregonesche? Forse, anzi, probabilmente si.

Eppure c’è di vero che, nonostante appaiano quanto meno originali, i fondamenti dell’agricoltura biodinamica hanno, di base, un solo, unico e nobile precetto essenziale: produrre alimenti di qualità nel modo più naturale possibile, senza utilizzo di componenti chimici invasivi e nel totale rispetto della terra.

E questo è, senza dubbio, l’aspetto più interessante che ha saputo guadagnare i favori del pubblico.

Vini biodinamici: certificazioni e prezzi

Come detto in precedenza, non esiste al momento un disciplinare univoco e a norma di legge in grado di definire e controllare la pratica biodinamica e i prodotti ad essa associati. La Comunità Europea, tuttavia, è già all’opera e dovrebbe definirla presto, insieme alla normativa relativa ai vini vegani.

Ciò significa che, al momento, l’utilizzo della dicitura “biodinamico” o “veganosull’etichetta di un vino è applicata a discrezione del produttore.

Il solo controllo in questo senso è quello delegato ad enti esterni, come Demeter, riconosciuti dalla “comunità biodinamica” internazionale e in grado di certificare che il vino rispecchi le principali caratteristiche richieste in questo tipo di agricoltura.

Per quanto concerne i prezzi, esiste una errata convinzione secondo cui i vini biodinamici costerebbero di più rispetto a quelli destinati alla fascia consumer dei canali GDO / HoReCa. Una convinzione vera in parte, in quanto sicuramente un prodotto biologico, biodinamico, vegano o naturale ha un costo mediamente più alto rispetto ad uno di agricoltura intensiva. Questo a fronte di maggiori investimenti in termini di tecnologie di produzione, competenze, tempistiche e qualità del prodotto finale.

Ovviamente, non è possibile affermare che i vini biodinamici siano “migliori” di altri. La loro forza risiede, sicuramente, nell’essere privi di agenti chimici e con caratteristiche perfettamente in linea con le più attuali richieste di mercato, al pari di altre recenti tendenze di settore. Si tratta di vini spesso oggetto di valutazioni contrastanti da parte della critica, divisa tra chi non sembra apprezzarli e chi, invece, ne celebra la massima espressione di territorio, la fresca vivacità e il colore intenso.

Ad ogni modo, il divieto di utilizzo di additivi aromatici, enzimi e batteri, zuccheri, agenti acidificanti e chiarificanti chimici conferisce sicuramente a questi vini un bouquet differente, e del tutto particolare, rispetto a prodotti più industriali.

Vini biodinamici italiani: dove trovarli

Se stai cercando un distributore di vini affidabile e puntuale, con un’ampia selezione di prodotti italiani e internazionali in grado di caratterizzare la carta dei vini del tuo locale e con maggiori benefit commerciali rispetto al tuo attuale fornitore prova con Esploravino: il primo servizio di distribuzione vini in Italia che ti offre:

  • un innovativo servizio di cantinetta informatizzata in conto vendita, per gestire ordini, fatturazione e magazzino in modo più comodo e automatico;
  • la possibilità di prendere bottiglie in conto vendita, pagando solo per quelle effettivamente vendute;
  • un esclusivo e gratuito servizio di reso bottiglie invendute senza costi per il cliente;
  • consulenza specializzato in merito alla migliore selezione di vini italiani e internazionali per il tuo locale.

Contattaci per avere maggiori informazioni sui nostri servizi e iscriviti alla newsletter Esploravino per non perdere le più interessanti novità sul vino italiano e non!

aprire wine bar
Horeca

Aprire un’enoteca: finanziamenti e selezione dei vini (Parte II)

Seconda parte della guida su come aprire un’enoteca o wine bar. Dopo aver visto quali sono i documenti necessari per avviare le due attività continuiamo ad approfondire l’argomento con un focus sui finanziamenti per aprire enoteche e consigli per i vini da selezionare.


Se hai già letto la prima parte di questo articolo su come aprire un’enoteca saprai già la differenza tra questa e un wine bar e altre fondamentali informazioni preliminari per iniziare a farti un’idea. Nella prima parte abbiamo visto insieme perché aprire un’enoteca o wine bar rappresenta un’idea interessante se sei un’amante di vini e hai deciso mettere su una tua attività.

Entriamo ora più nello specifico, per cercare di capire quali siano altri passaggi essenziali e, soprattutto, per darci un’idea di costi, possibili finanziamenti e numero e varietà di vini da considerare.

Ma più di tutto cerchiamo di fare una stima per capire quanto guadagna un’enoteca “tipo”, tenendo in considerazione il valore dell’investimento ipotizzato nel business plan, citato nel precedente articolo.

Finanziamenti per aprire un’enoteca o wine bar

Va detto che non esistono fondi specifici per attività come enoteca e wine bar, ma finanziamenti che possono essere “adattati” a questa tipologia di impresa coprendo parte o la totalità delle spese previste.

In questo senso, esistono molteplici tipologie di fondi a sostegno dell’imprenditoria all’interno dei quali configurare un business come quello di un’enoteca o wine bar. Fondi a sostegno di PMI o imprenditoria giovanile, come “Resto al Sud”, un bando fino a poco tempo fa riservato a individui sotto i trent’anni, oggi aperto anche agli over quaranta.

Se sei titolare di una cantina vinicola e vuoi aprire un wine bar all’interno della tua azienda per somministrare i tuoi vini puoi farlo anche attraverso i fondi OCM Vino e OCM Vino Investimenti. Questa misure coprono, infatti, anche progetti di riqualificazione degli spazi e delle tecnologie delle cantine, acquisto o ristrutturazione di immobili, restauri edilizi e strutturali e acquisto di tecnologie e sistemi informatizzati per la gestione del punto vendita.

Se non hai un’azienda agricola ma desideri aprire un’enoteca o wine bar hai sostanzialmente due strade:

  • Provare ad aprirne una in collaborazione con una cantina per la gestione di un angolo degustazioni all’interno della stessa, occupandoti della somministrazione, delle prenotazioni e della promozione dei vini in qualità di dipendente o collaboratore esterno, coprendo parte della misura d’investimento insieme all’azienda (anche attraverso fondi OCM utili a questo scopo);
  • Cercare o richiedere ad un consulente commerciale bandi attivi per l’imprenditoria attivi in Italia o nella tua Regione.

Considera che in alcune regioni italiane, specie quelle a statuto speciale, esistono specifici aiuti per l’auto imprenditoria, con particolare riguardo nei confronti di territori delle aree interne, come Comuni montani e simili.

In alternativa, se la tua idea è quella di aprire un bar specializzato in vini, che offra cioè, insieme classici servizi e prodotti da bar, anche una selezione più accurata e ricercata di vini puoi cercare informazioni in merito ai principali fornitori di articoli e prodotti da bar presenti nella tua zona.

I distributori italiani più grandi operanti nel settore offrono, solitamente, la possibilità di acquisire arredamenti e attrezzature come macchine da caffè e spillatori in comodato d’uso, a fronte di un contratto di fornitura esclusiva di relativi prodotti.

Ricorda che, nel caso di bandi rivolti all’imprenditoria o alla valorizzazione di prodotti del territorio, può essere una buona idea quella di riservare una particolare attenzione a vini regionali, e questo ci introduce direttamente al paragrafo successivo di questo articolo.

Quanti (e quali) vini scegliere per un’enoteca

Se sei un amante del vino saprai che questo settore è un vero e proprio universo. Se hai deciso di lavorare all’interno di esso dovrai iniziare a prendere le misure, calcolando il tuo investimento anche sulla base dei prodotti che andrai a somministrare.

La costruzione di una “normale” carta dei vini è basata, solitamente, su una semplice regola detta del “40/60”: 40% di etichette note e blasonate, e 60% tra vini del territorio, di tendenza, naturali o di piccoli produttori. Nella proporzione dovrebbero trovare spazio anche vini non italiani, con una minima o nutrita (a seconda dei casi) selezione di etichette provenienti da i principali Paesi a vocazione enoica del mondo (Francia, Australia, Cile, ect).

Un recente studio di settore condotto su oltre 500 enoteche italiane ha stimato che in media in un’attività di questo tipo siano in vendita dalle 1.200 alle 1.500 referenze diverse, con picchi fino a 2.000. Il numero e la qualità dei prodotti va, naturalmente, ad incidere sull’investimento.

Per questa ragione è fondamentale stile un accurato business plan prima di partire, e affidarsi ad un fornitore di vini affidabili, sul quale poter riporre piena fiducia.

Fornitori e distributori di vini: una scelta che fa la differenza

Che si tratti di un’enoteca o di un wine bar, il focus principale è quello del vino. Su questo prodotto è basato il successo, il ricarico e l’intero andamento del tuo business. Va da se che uno degli aspetti principali se stai pensando di aprire un’attività legata al vino sia quello di scegliere un fornitore puntuale, affidabile e in grado, non solo di offrirti una buona selezione di vini, ma anche alle migliori condizioni.

Esploravino è tra i pochissimi distributori di vini in Italia in grado di garantirti:

  • un innovativo servizio di cantinetta informatizzata in conto vendita, per gestire ordini, fatturazione e magazzino in modo più comodo e automatico;
  • la possibilità di prendere bottiglie in conto vendita, pagando solo per quelle effettivamente vendute;
  • un esclusivo e gratuito servizio di reso bottiglie invendute senza costi per il cliente;
  • consulenza specializzato in merito alla migliore selezione di vini italiani e internazionali per il tuo locale.

Contattaci per avere maggiori informazioni sui nostri servizi e iscriviti alla newsletter Esploravino per non perdere l’uscita dell’ultima parte di questo articolo: quanto guadagna un’enoteca e strategie di marketing per promuoverla con successo.

1 2 24 25 26 27 28 31 32
Impostazioni sulla privacy
Utilizziamo i cookie per migliorare la tua esperienza mentre utilizzi il nostro sito web. Se stai utilizzando i nostri Servizi tramite un browser, puoi limitare, bloccare o rimuovere i cookie attraverso le impostazioni del tuo browser web. Usiamo anche contenuti e script di terze parti che possono utilizzare le tecnologie di tracciamento. È possibile fornire in modo selettivo il proprio consenso di seguito per consentire tali incorporamenti di terze parti. Per informazioni complete sui cookie che utilizziamo, i dati che raccogliamo e su come li elaboriamo, si prega di consultare il nostro Privacy Policy
Youtube
Consenso per visualizzare il contenuto da - Youtube
Vimeo
Consenso per visualizzare il contenuto da - Vimeo
Google Maps
Consenso per visualizzare il contenuto da - Google
Spotify
Consenso per visualizzare il contenuto da - Spotify
Sound Cloud
Consenso per visualizzare il contenuto da - Sound
Cart Overview