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Antonio Secondo

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Abbinare vini e panini: la ricetta della felicità

Un bicchiere di vino con un panino può fare davvero “la felicità” cantata da Albano Carrisi, ma solo se ben abbinati tra loro! Il trend di sandwich e panini gourmet interessa ormai moltissimi settori della ristorazione, dalle tradizionali paninerie allo street food.

La gastronomia italiana ha sempre fatto del panino un caposaldo delle proprie specialità regionali. Si potrebbe tracciare una mappa del panino d’Italia, viaggiando da regione a regione per immergersi tra i sapori tradizionali più autentici, dai classici “pane e panelle” o panino con la milza della Sicilia, fino alla michetta con la mortadella di Milano, inventata dai panettieri meneghini niente meno che dal 1700.

Tra queste due proposte, fare tappa in Toscana, per assaggiare classici come il 5 e 5” di Livorno, cioè pane francese con torta di ceci, o il lampredotto fiorentino. Nella zona di Ariccia, per un panino con la porchetta, rigorosamente con la crosta. In Puglia, per una puccia con ingredienti a piacere, o in Campania per un tipico “panuozzo”, fino ai tradizionali tramezzini veneti e piemontesi.

Ma l’Italia è anche terra di vini, anche qui, con il maggior numero di denominazioni e indicazioni geografiche in Europa. Mettiamo allora assieme questi due fantastici ingredienti dell’enogastronomia del Bel Paese per un assaggio di autentica… felicità!

Come abbinare vini e panini

Nel pair tra questi due prodotti a fare la differenza è senza dubbio la farcitura del panino. I panini gourmet, o quelli tradizionali delle diverse zone d’Italia, rappresentano spesso proposte culinarie paragonabili a veri e propri piatti, per il numero di qualità organolettiche.

Tendenzialmente, proveremo sempre ad abbinare il panino con il vino geograficamente più “vicino” alla sua natura, ma questo non sempre risulterà corretto. Molto spesso, la scelta di un vino diverso, sensorialmente più in linea con il tipo di panino a cui va abbinato, potrebbe non essere quello che ti aspetti, specie quando il pair è rappresentato da vini bianchi, rosati o bollicine.

È essenziale tenere a mente che l’abbinamento con il giusto vino rende la degustazione del panino più completa e, per questo, speciale. Di conseguenza, l’esperienza del cliente risulterà migliore e anche la sua fidelizzazione. Non a caso, molti locali dove il panino rappresenta il core business hanno iniziato a riservare particolare attenzione alle carte dei vini, introducendo referenze in modo mirato rispetto al menù e proponendo ai clienti gli abbinamenti migliori con il panino scelto.

Altro elemento a fare la differenza è il pane, specie quando è proprio questo ingrediente a rappresentare il prodotto autentico del panino. Pensiamo, per esempio, al pane di Altamura, al tipico pane toscano (ingrediente base per le tradizionali “merende” a base di salumi e formaggi), alla michetta, al pane cafone, alla muffoletta sicula o alla ceriola romana. In questi casi, il pane diventa l’ingrediente stesso da valorizzare, se accompagnato da sapori che ne esaltano la fragranza, come salumi leggeri, formaggi non stagionati o salse dai sentori poco marcati.

Possiamo, pertanto, prediligerne l’abbinamento anche con bianchi di media struttura o, in base al panino, anche rosati e vini frizzanti, dove il senso è sempre quello donare alla proposta culinaria un perfetto bilanciamento con il vino in degustazione.

Panini e bollicine, l’abbinamento che non ti aspetti

Se nell’abbinamento con rossi giovani o più strutturati, quello con sandwich e panini risulta tutto sommato più semplice, diverso è il caso delle bollicine, ancora poco accostate a questo piatto ma, proprio per questo, sempre di sicuro effetto.

Dopo la pizza, le bollicine conquistano anche gli amanti del panino imbottito. Al di là dei panini con patty o salse di pesce, il pair con gli spumanti si rivela interessante anche per sandwich a base di salumi e formaggi poco stagionati, come taleggio, montasio, asiago, primo sale. A questi si aggiungono i formaggi spalmabili, come stracchino, formaggio di capra o ricotta e, certamente, la mozzarella.

Sempre in abbinamento a vini frizzanti, è possibile accostare sapori anche relativamente più marcati, come pesto di basilico o rucola, salse e verdure alla griglia o al vapore.

Carta vini per hamburgerie / paninerie

Ci si orienta su proposte variegate, non meno di due per tipologia di vino, in base al menù. Solitamente, la scelta migliore risiede in due bianchi di diversa struttura o uno spumante e un bianco, due rosati e due rossi, uno più scarico e l’altro più tannico.

Tutto cambia in caso di hamburgerie dove l’ingrediente principale è il patty di ogni panino, per esempio a base di carni pregiate come scottona, angus e simili. In quel caso, ovviamente, si andrà a bilanciare la carta con maggiore presenza di rossi, senza disdegnare la possibilità di prevedere una referenza come un rosato, nel caso di hamburger serviti al piatto con sale e patate o insalata / pokè di contorno.

L’idea di una carta dei vini variegata e ricca risulta particolarmente interessante per pinserie, puccerie, focaccerie e, più in generale, paninerie dove l’assortimento del menù si componga proposte a base di ingredienti diversi e numerosi.

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Box vini Esploravino per regali aziendali: scoprile fino al 30 novembre!

Se regalare un vino a Natale a parenti e amici è sempre una buona idea, scegliere questo prodotto per regali aziendali a dipendenti e clienti rappresenta anche di più. Il vino parla molte lingue: dalla sostenibilità ambientale all’importanza di sostenere agricoltori locali, fino alla valorizzazione di prodotti tipici del territorio.

Concetti che ogni etichetta racchiude nella sua bottiglia e che contribuiscono a trasmettere anche singoli o molteplici valori della filosofia aziendale dell’impresa che sceglie di regalarla. Un dono sempre gradito, da solo o in abbinamento con altri alimenti e che, per questo, non dovrebbe mai mancare tra i regali di Natale.

I migliori vini da regalare per Natale ai clienti

Inutile girarci attorno: il primo fattore di scelta è sicuramente la fascia prezzo e, anche in questo, il vino ci viene in aiuto offrendo ampie possibilità, dalle più economiche agli investimenti maggiori.

Non serve certo ribadire che risparmiare regalando vini scadenti non fa buona pubblicità all’azienda e rappresenta più una spesa inutile che un buon investimento. La cultura enologica è cresciuta molto in questi anni e, con essa, il numero di wine lovers: amanti del vino, più esperti sull’argomento rispetto al passato. Se ciò significa, da un lato, un numero sempre maggiore di clienti in grado di gradire l’omaggio di uno o più vini, significa anche – dall’altro – capaci di riconoscere un buon vino da uno di bassa qualità.

Il “trucco”, se così possiamo definirlo, sta nell’equilibrio tra valore del prodotto e numero di referenze necessarie per i regali aziendali. Da questa prima e semplice equazione è possibile iniziare ad orientarsi sulla fascia prezzo più in linea con il proprio budget, e capire su quali vini è meglio regalare a Natale per fare bella figura.

Tuttavia, scarteremo a prescindere i vini in fascia value, concentrandoci direttamente su premium di prima, seconda o terza fascia, cioè su prezzi medi a bottiglia superiori ai 10 euro, in base al numero di etichette selezionate, siano esse singole o in box.

Come scegliere vini per regali aziendali

Oltre al fattore prezzo, la scelta di un vino come regalo aziendale tiene necessariamente conto di altri aspetti. Regalare un vino ai propri clienti o ai dipendenti è un’occasione per l’azienda per parlare di sé. Per raccontare la propria filosofia, condividere una vision, una mission o, in termini più pratici, per farsi pubblicità.

Ecco alcuni parametri che possono aiutare la selezione:

Sostenibilità ambientale

Se l’azienda ha investito, intende investire o si occupa di pratiche incentrate sulla sostenibilità ambientale (risparmio energetico, utilizzo di energia green, mobilità sostenibile, etc) un vino naturale, biologico o prodotto in modo sostenibile esprimerà perfettamente questa filosofia.

Valorizzazione del territorio

Per aziende che vogliano investire per affermare il proprio brand a livello territoriale, avviando sinergie con aziende locali o valorizzando prodotti tipici della regione o della provincia, un vino a denominazione tipica è senza dubbio la scelta migliore.

Internazionalizzazione e export

Al contrario, esistono aziende completamente proiettate verso l’esterno. Aziende il cui lavoro sconfina oltre i limiti regionali o nazionali, per le quali vini stranieri o di altri territori italiani può costituire una scelta interessante per “avvicinare” i clienti al proprio business.

Il vino offre sempre opportunità per interloquire in modo diretto con chi lo riceve, attraverso la scoperta sensoriale di storie vicine e lontane, in grado di coinvolgere ed appassionare.

Box e vini per Natale: studia la tua strategia

Una volta selezionato il box di vini o la singola etichetta sarà necessario pensare alla logistica per le spedizioni e al corredo per accompagnarla. Anche qui, l’opportunità di fare branding si concretizza nelle strategie messe in campo per rendere riconoscibile il regalo aziendale e fidelizzare clientela o personale.

La confezione deve sempre garantire la sicurezza dei prodotti, con scatole idonee alla spedizione di vini, che è possibile arricchire con lettere di accompagnamento (all’interno delle quali ringraziare, ma anche raccontare di progetti in arrivo, nuove idee o proposte di collaborazione) e altre personalizzazioni, con colori aziendali e un tone-of-voice altrettanto coerente.

Uno spumante tra i regali aziendali è sempre gradito per il consueto botto di fine anno, ma può rappresentare anche un’occasione per chiedere ai tuoi clienti o dipendenti di brindare ai successi ottenuti. Una selezione di vini e prodotti tipici da degustare insieme al personale può costituire un’opportunità di team building per migliorare il rapporto tra colleghi.

Regalare vino a Natale significa anche trovare strategie per fidelizzare!

Scarica il nuovo catalogo box Natale di Esploravino!

Sul nuovo catalogo box natalizie di Esploravino abbiamo selezionato per te le nostre migliori referenze all’interno di scatole per la spedizione perfette per garantire l’integrità delle bottiglie.

Scopri le nostre proposte di vini rossi, bianchi, rosati e bollicine a meno di 50 euro, in tris o in abbinamento con prodotti tipici regionali e nazionali, fino al 30 novembre!

Esploravino è l’innovativo servizio di distribuzione vini per la ristorazione. Il successo delle box natalizie lanciate lo scorso anno in collaborazione con cantine e aziende agricole nostre partner è stato per noi fonte di ispirazione per la creazione di nuovi assortimenti, anche in chiave degustazione, perfetti per piccole e grandi aziende.

Scoprile tutte nel nuovo catalogo 2021 e scrivici per maggiori informazioni o per personalizzare la tua box!

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Bianchi e rosati da carne: gli abbinamenti di vini migliori per ristoranti e bracerie

Quando si pensa ai vini da abbinare a piatti di carne, quello con i rossi è forse il più immediato che salta in mente. Vini che, ovviamente, vanno bene per le classiche punte di diamante di una braceria, cioè le carni rosse da griglia (bistecche, arrosti misti, hamburger e simili), ma anche per i menù di ristoranti, magari un po’ più di quota, nei quali è possibile trovare proposte come brasati, carni in umido e selvaggina.

Ricette che necessitano di vini tannici, ben strutturati e, per questo, più idonei a bilanciare la succosità delle carni e dei sughi di cottura.

Ma a queste portate se ne aggiungono altre, come carni crude (tartare, carpacci) e pollame (carni bianche), dove non sempre i rossi costituiscono la scelta ottimale. In questo articolo vediamo come abbinare correttamente anche vini bianchi e rosati con la carne, in base alla tipologia di ogni piatto.

Abbinare vino e carne: regole di base

Nei pairing tra vino e carne esiste una sorta di schema generale, utile per orientarsi sempre per ottenere l’abbinamento perfetto.

Nella scelta, è fondamentale considerare la tipologia di cottura, perché lo stesso taglio o varietà di carne potrebbe risultare migliore in abbinamento con vini diversi, in base alla preparazione e agli ingredienti che le accompagnano. Per fare un esempio: carni rosse arrosto o brasate, con alto grado di succosità, vanno di norma abbinate con rossi corposi e ben strutturati, in grado di “asciugare” il palato grazie alla forte presenza di tannini.

Alle stesse, però, se servite in chiave cruda o bollita , per esempio, si adattano sicuramente meglio vini dai sentori meno marcati, come rossi giovani, fino a spaziare sui rosati (nel caso di tartare e carpacci).

Pertanto, nella carta dei vini di una braceria, quanto in quella di un ristorante specializzato in piatti di carne, la selezione di vini deve saper spaziare alla ricerca del perfetto incontro con ogni pietanza in menù. Ecco alcune regole di base per non sbagliare.

Vino per carni rosse: i pair più gettonati

Vini rossi di buon corpo, come Nebbiolo, Aglianico, Sangiovese, Cannonau, Montepulciano d’Abruzzo, Nero d’Avola, Valtellina Superiore, Montefalco Rosso sposano bene ricette a base di selvaggina, manzo brasato o tagli pregiati di carni rosse, come Black Angus, Kobe, Rubia Gallega, Scottona, Fassona, cotte alla griglia o alla piastra.

Vini rossi giovani, o più delicati, come un Lambrusco, invece, sono ideali per ricette bollite e, più in generale, per ricette meno succose rispetto alle precedenti.

Quali carni abbinare ai vini rosati

Il rosato, per sua natura, a metà strada nella scala cromatica (e organolettica) dei vini. Allo stesso modo, è possibile spaziare negli abbinamenti con questo vino tra carni bianche con cottura arrosto (per esempio il classico pollo allo spiedo), fino a bolliti di carni rosse.

Il segreto, o l’esperienza, se vogliamo, sta nel riconoscere ad ogni vino la giusta collocazione, in base al tipo di cottura, agli ingredienti di contorno o impiegati nella ricetta e, ovviamente, alle diverse tipologie di carni.

Grazie alla sua grande versatilità, il rosato è un vino che sposa bene sapori anche molto distanti tra loro, come hamburger al piatto con salse, carni bianche, filetti di maiale alla griglia e, più in generale, risulta perfetto con ricette di carni leggere e arricchite da sughetti al pomodoro. Inoltre, l’interessante exploit dei rosati ha contribuito negli ultimi anni a sdoganarne la produzione anche per alcune denominazioni tradizionalmente rosse o bianche, specie tra le bollicine.

È il caso, tanto per citare due esempi tra i più noti, del Lambrusco e del Prosecco, oggi disponibili anche in chiave “rosé”.

Un fattore che amplia ulteriormente le possibilità di “osare” abbinando, per esempio, a rosati metodo classico piatti come pollo alla cacciatora o carni crude.

Quali carni vanno con i vini bianchi

Per bianchi leggeri, eleganti, freschi e delicati, prediligeremo carni magre come pollo o tacchino, meglio se a breve cottura alla griglia. Possibili abbinamenti risultano gradevoli anche con contorni di verdure semplici (insalata, cicoria ripassata, crudité). Salendo di livello, con vini bianchi di media struttura come Fiano, Greco, Chardonnay, Trebbiano, Vermentino o Pinot Grigio, è possibile orientarsi anche verso arrosti più saporiti e fritture.

Carne e bollicine: l’abbinamento ̶i̶m̶ possibile!

Un abbinamento, in un certo senso, “minore“ perché forse ancora poco diffuso, ma in grado di stupire e sicuramente di fare breccia, proprio in virtù della sua originalità. È il caso, tra gli altri, degli spumanti metodo classico, che possono benissimo essere accostati a carni bianche, anche fritte, come pollo e tacchino.

Motivo per cui anche vini come Prosecco Docg, Franciacorta brut Docg, Trento Doc e ancora molti altri trovano perfetta collocazione all’interno di bracerie e ristoranti dove le proposte a base di carne rappresentano i piatti forti del locale.

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