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Vini bianchi sotto i 20 euro
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20 fantastici vini bianchi sotto i 20 euro

Freschi, eleganti e anche convenienti: 20 fantastici vini bianchi, italiani e non, sotto i 20 euro da provare assolutamente, selezionati dal team di Esploravino!

Scoprili tutti nel nostro Social Club per portare ogni mese a casa tua vini autentici e di qualità al miglior prezzo sul mercato.

Speranza – Lulì Pecorino d’Abruzzo DOC

Massimo punteggio per questo Pecorino abruzzese ricco di note aromatiche di miele, resina e limone disidratato. Una struttura densa con finale carico di energie positive. Ideale con ricette di pesce.

Venturini Baldini – Graniers Malvasia Colli di Scandiano e di Canossa DOP

Delicato, armonico e moderatamente secco. Un vino ideale per aperitivi, perfetto anche per accompagnare sapori più corposi, dai formaggi non troppo stagionati a salumi magri, fino a pesce e piatti a base di uova.

Cozzarolo – Traminer Aromatico IGT Trevenezie

Un bianco impegnativo, di colore giallo paglierino intenso e dal bouquet aromatico che ricorda fiori di tiglio, vaniglia, mandorla e frutta matura. Ottimo vino da antipasto, ma da provare anche con cibi affumicati.

DeMarie – For You Roero Arneis DOCG Spumante Extra Brut

Elegante, dal perlage fine e persistente e dai sentori aromatici floreali e fruttati, seguiti da fragranze di pane fresco e lieviti. Perfetto come aperitivo.

Cantine di Dolianova – Montesicci Nasco di Cagliari DOC

Prodotto dalle storiche Cantine di Dolianova, il Montesicci è un tipico bianco sardo prodotto con uvaggio Nasco di Cagliari DOC. Equilibrato al palato, esprime un finale sapido e piacevolmente mandorlato, particolarmente indicato per accompagnare piatti a base di pesce.

Barone di Villagrande – Etna Bianco Superiore

Tutta la tradizione enoica della Sicilia espressa in questo bianco dalle caratteristiche note di frutta matura, impreziosite dal terroir ricco di minerale e sentori sulfurei. Fine e di grande eleganza, cremoso al palato e dal colore giallo lucente.

Barone di Serramarrocco – Quojane di Serramarrocco Bianco IGT Sicilia

Zibibbo 100%, aromatico e ricco di note floreali di rosa, limone confit e salvia. Un bianco secco dal finale fresco e mandorlato, che racchiude tutti gli aromi e i profumi della Sicilia. Da provare in abbinamento a ricette di cucina etnica e fusion.

Levii – Pas Dosé Metodo Classico Trento DOC

Vino strutturato dai sentori iodati, accompagnato da note di mela, agrumi e zagara. Di colore paglierino con riflessi dorati e dal perlage fine e persistente. Eccellente con risotti, ricette di pesce e carne bianca.

Albino Piona – Custoza DOC SP

Bianco di Custoza DOC di colore giallo paglierino intenso. Al naso, ricco di sentori minerali e sorprendenti note di zafferano, che lo rende ideale con risotti, carni bianche, antipasti e ricette di pesce.

Le Morette – Lugana DOC Riserva

Una riserva dai toni cromatici accesi. Cremoso e floreale al naso, con note di camomilla. Persistente al palato, complesso ma fresco e ricco di sapidità. Ogni sorso è un piccolo momento di piacere.

Villa Canestrari – Vigne di Sande Soave DOC

Asciutto e perfettamente armonico. Morbido al palato e in grado di esprimersi al meglio in abbinamento a primi piatti e carni bianche a cottura leggera.

Rocheville – Le Roi Saumur Champigny AOC

Bianco francese AOC (corrispondente alla nostra DOP) prodotto da una piccola cantina nella regione dei Paesi della Loira. Equilibrato, avvolgente e delicato, con finale fresco ed elegante, ideale per grigliate di pesce ma da provare anche con formaggi caprini.

Perez Barquero – Gran Barquero Fino

Vino spagnolo di colore giallo paglierino e dai sentori salini e minerali. Una fresca variante ai tipici sapori del Bel Paese, da servire a temperatura non superiore agli 8° – 10° per esprimere al meglio tutto il suo potenziale. Accompagna a meraviglia frutti di mare e formaggi freschi o di media stagionatura.

MX – Cava Brut Reserva

Vino frizzante della Catalogna, selezionato per i suoi aromi di frutta secca bianca tostata e erbe aromatiche. Vivo e asciutto al palato, con componente carbonica finemente integrata e persistente. Un bianco per “osare” abbinamenti con stufati di manzo, spezzatino, carni bianche e formaggi semi-stagionati.

Vina Cartín – Zelos Albarino D.O. Rias Baixas

Di colore giallo intenso, è un vino che abbina maturità ad una grande spinta acida. Dal bouquet intenso, perfetto per piatti di pesce o a base di frutti di mare.

Garci Grande – 12 Linajes Verdejo D.O. Rueda

Brillante e con riflessi verde rubino. Dai sentori fruttati di pesca e albicocca matura, piacevole e ben strutturato al palato. Un vino immancabile per celebrare l’estate in tutta la sua vivacità.

Prapian – Col De L’utia Prosecco DOCG Valdobbiadene Brut Biologico

Prosecco DOCG della Valdobbiadene prodotto in regime biologico dal profumo fruttato di fiori d’acacia e mele Golden. Asciutto, dal sapore deciso e fresco, con gradevole e retrogusto al palato. Elegante vino da aperitivo, perfetto anche con ricette di pesce.

Merumalia – Fiano Lazio Bianco IGP Bio

Un bianco biologico dai profumi intensi di frutta ed erbe aromatiche. Ideale per piatti a base di pesce, anche crudo, come insalate poké e sushi.

Tenuta L’Impostino – Ballo Angelico Toscana Vermentino IGT

Vermentino di Toscana biologico, quinta essenza della freschezza e della vivacità. Secco e corposo al palato, dai sentori di frutta gialla matura, sposa gradevolmente il sapore di crostacei e ricette di pesce leggere e dal sapore delicato.

Provali tutti con il Social Club di Esploravino!

Il Social Club di Esploravino funziona come un vero e proprio gruppo d’acquisto per vini di qualità: ti iscrivi e ricevi ogni mese nuove etichette da provare al miglior prezzo sul mercato, senza nessun costo fisso e senza obbligo d’acquisto.

Un canale riservato agli amanti del buon vino, per scoprire ogni mese nuovi prodotti italiani e internazionali, selezionati dai nostri sommelier.

Con il Social Club di Esploravino hai l’occasione di creare una cantina da veri intenditori direttamente a casa tua e di accedere alle degustazioni, ai masterclass e a tutti gli altri eventi organizzati con i nostri partner.

vino millennials
Horeca

I millennials trainano i consumi di vino in Italia (al ristorante e non)

Chi sono e, soprattutto, cosa bevono i millennials: la generazione con la maggiore predilezione per il vino in Italia


Il vino rappresenta il 17% dei consumi di bevande in Italia. Un dato cresciuto negli ultimi anni fino a raggiungere un considerevole +12% nel 2019, ulteriormente impennato nelle settimane di lockdown.

Italiani, quindi, non solo sempre più amanti del vino, ma anche più alfabetizzati. Solo fino a meno di una 30ina di anni fa, infatti, il background relativo al vino del pubblico italiano era incentrato quasi esclusivamente su prodotti strettamente locali e sui principali big di settore. All’appello mancava una considerevole fetta di mercato, rappresentata dalle piccole cantine di altre regioni, o semplicemente di altri territori, che venivano quasi esclusivamente consumati nelle zone di pertinenza.

Il punto di svolta arrivato negli ultimi anni, che ha fatto schizzare alle stelle tanto l’indice di consumo quanto la diffusione di vini in ambito extra-regionale, è sintomo di numerosi fattori. Primo tra tutti internet, che ha ampliato la conoscenza della cultura enoica e dei prodotti ad essa correlati.

Secondo, certamente, il prestigio stesso del vino italiano, che ha saputo guadagnare posizioni di rilievo tanto in patria quanto all’estero.

In ultimo, il rilevante ingresso di una nuova generazione, legata a doppio filo all’universo web e, per questo, aperta, curiosa e sempre a caccia di nuovi trend, ma anche ad oggi maggiorenne e con potere d’acquisto indipendente. Parliamo dei millennials, un neologismo molto gettonato, sul quale, però, vige ancora troppa confusione.

Chi sono i “millennials”

Si tratta della generazione nata a cavallo tra il 1983 e il 2001. Un segmento, com’è facilmente intuibile, molto ampio che racchiude al suo interno sia i testimoni dell’epocale passaggio dal mondo senza internet a quello iperconnesso, che i primissimi “nativi digitali”, cresciuti cioè in una società già totalmente informatizzata.

Una categoria da non confondere con quella dei nati dopo il 2000, con la quale impropriamente i millennials vengono spesso confusi. Tecnicamente, infatti, la Generazione Y (ovvero quella dei Millennials) succede alla cosiddetta Generazione X, cioè dei cosiddetti “Baby Boomer”, e precede la Generazione Z, ossia quella dei nati dal 2000 ad oggi.

Fatta questa premessa, potremmo dire che per “millennials” si definiscono oggi individui dai 20 ai 40 anni soggetti, per questo, ad ulteriori classificazioni in termini sociali, professionali e accademici. Innegabile quanto questa generazione rappresenti uno dei motori trainanti del Paese in termini di consumi, con picchi concentrati su nuovi trend relativi a ricettività, consumo abituale di bevande alcoliche e non, cucina sperimentale, svago, musica e cultura.

Vino e millennials: dati nazionali e regione per regione

Un focus diffuso dall’Istat, relativo a dati del 2018, evidenzia come i consumi di vino dei millennials italiani sia cresciuto esponenzialmente nell’arco di 10 anni, proiettando questa generazione nella fascia dei primi consumatori rispetto a quelle più anziane. Nello specifico, è la fascia tra i 25-34 anni a ricoprire un ruolo trainante, con consumi del 35% su scala nazionale, rispetto al 29% del 2008.

Per avere un paragone, la fascia 55-59 e 60-65, nonostante siano cresciute a loro volta nello stesso periodo di tempo, non riesce complessivamente neanche a sfiorare il medesimo livello di incremento, attestandosi appena sul +10%.

La regione italiana con il maggior indice di penetrazione è l’Emilia Romagna, seguita da Valle d’Aosta, Liguria e Friuli. Più lievi, anche se comunque in ascesa, le differenze nelle regioni del sud, con la Sicilia unica regione a scendere di 3 punti in percentuale. A raggiungere i migliori obiettivi in termini di valore, dove cioè si spende mediamente di più per acquistare vino, troviamo le città di Milano (2,5% della spesa nazionale), Roma (2%), Torino (1,8%).

Cosa bevono i millennials (e quanto spendono)

Perfetto equilibrio tra rossi e bianchi (un rapporto di quasi 50/50) e grande passione anche per le bollicine (Prosecco su tutti), cresciuto del +11% in pochi anni.

Il 55% dei consumatori intervistati da Wine Monitor preferisce bere fuori casa, il 34% dei quali al ristorante, il 27% in enoteca, il 24% al bar (dove la competizione con i superalcolici, specie nelle ore notturne, è più alta).

Si guarda al packaging, alla sostenibilità, alle produzioni biologiche, con particolare predilezione per vitigni autoctoni o a denominazione geografica. Un bere di qualità attestato anche dal prezzo medio d’acquisto, attestato mediamente sui 15 euro a bottiglia e 5 euro a calice (a proposito, sai come calcolare un perfetto wine cost? Ecco due semplici formule per farlo).

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come servire spumante
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Come servire spumante e vini frizzanti: galateo perfetto in 5 mosse

Le bollicine sono state senza dubbio la più frizzante (è proprio il caso di dirlo) novità del vino italiano degli ultimi anni. Una produzione salita alle stelle, con etichette di qualità sempre più alta, oggi in grado di competere anche con storici produttori di questo vino sui mercati di tutto il mondo.

Lo spumante italiano è diventato un simbolo, brand d’avanguardia e vera e propria espressione di quel Made In Italy che piace tanto al pubblico straniero, ma anche a quello del Bel Paese. Un vino ricco di espressione, nobile e delicato, perfetto per la stagione estiva e piatti della tradizione mediterranea. Non a caso il trend dei vini frizzanti ha iniziato a spopolare anche dove, solo fino a pochi anni fa, era praticamente impensabile.

Dagli aperitivi alla pizzeria, con pizzaioli alla costante ricerca di abbinamenti sempre più ricercati e originali (e con risultati strabilianti, c’è da aggiungere), la moda delle bollicine continua a crescere, trovando nuove strade per esprimersi.

Ma anche il galateo è importante. Ecco allora una pratica e veloce guida per servire spumante e vini frizzanti senza sbagliare.

1. Occhio agli sbalzi di temperatura (e alla luce!)

Per questo è importante non metterlo in congelatore per farlo raffreddare in modo più veloce. Questo processo incide direttamente sul bouquet del prodotto, facendo perdere consistenza, sentori e corpo. La temperatura ideale per questo vino è compresa tra i 6° e gli 8° (anche se alcuni preferiscono spingersi anche fino a 4°) e può essere conservato anche a temperature più alte, ma è sempre bene raffreddarlo gradualmente.

L’ideale sarebbe conservarlo in grotta o in una cantinetta a temperatura controllata tra i 10° e i 14°, obbligatoriamente a riparo dalla luce. Nonostante le bottiglie di spumante siano quasi sempre scure, per ovvie ragioni, è infatti sempre bene stockare questo vino in un luogo buio. Questo vale in generale per tutti i vini, in quanto la luce potrebbe alterarne percezione e struttura.

2. Fresco, ma non freddo

È una concezione, purtroppo, ancora molto diffusa quella che spumante e vini frizzanti debbano essere degustati “ghiacciati”. Una temperatura troppo bassa, però, ne compromette il gusto, nascondendo note olfattive e di degustazione al palato.

Per vini giovani e molto aromatici la temperatura ideale è di 6°-8° (ben al di sopra dei 2° ai quali vengono erroneamente esposti o, peggio, delle temperature sottozero dei congelatori). Per millesimati importanti è possibile anche salire qualche un po’ per servirli a 10°-12°.

3. Botto si o botto no?

Far saltare il tappo non è considerato molto “educato”. Va bene per le premiazioni di F1 e MotoGP, non certo al ristorante. Se scegliere di infrangere questa regola per celebrare un momento di autentica gioia può essere considerato tutto sommato permesso, certamente non lo è un’altra terribile abitudine: la sciabolata.

Spettacolarizzare in questo modo l’apertura di un vino al solo scopo di divertire la clientela è assolutamente ingiustificabile.

4. Il bicchiere giusto… non è il flute!

Lo so, ci addentriamo in un sentiero molto pericoloso, ma vale la pena affrontarlo. Il flute è generalmente considerato il miglior bicchiere per vini frizzanti per via della sua forma affusolata ed elegante.

In realtà, proprio per via della considerevole percentuale di anidride carbonica, questi vini andrebbero lasciati “respirare” in un bicchiere dalla forma più ampia e svasata. Una coppa è, infatti, più indicata per spumanti dolci, un calice a tulipano per vini Charmat o metodo Classico.

Al di là della forma più aperta del bicchiere, in grado di garantire lo stesso effetto visivo del perlage, senza però rinunciare alla vera essenza del vino, coppe e tulipani sono calici più indicati per il pasto rispetto al flute. Pertanto, se decidi di inserire le bollicine in abbinamento a piatti del tuo menù, rifletti a fondo su questo aspetto.

5. Galateo di apertura e servizio dello spumante

Una volta tolto dalla cantinetta, il vino va semplicemente riposto in un secchiello con ghiaccio per qualche minuto, fino a raggiungere la giusta temperatura di servizio. Per aprire la bottiglia è bene ruotarla tenendo fermo il tappo con l’altra mano, e non il contrario.

In fase di apertura, poco prima del distacco del tappo dalla bottiglia, è opportuno inclinare appena quest’ultima per permettere al gas di uscire, senza far saltare il sughero. Avvolgi a questo punto la bottiglia con un tovagliolo per evitare sgocciolature e versala tenendola con la mano sul fondo. Una volta terminato il servizio, riponi la bottiglia nel secchiello, a disposizione dei commensali.

Buona norma sarebbe anche servire il vino in bicchieri precedentemente raffreddati.

Migliori vini frizzanti e spumanti per ristoranti

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