★ Sei un wine lover? Entra nel Social Club

Category

Horeca

Home / Horeca
aprire wine bar
Horeca

Aprire un’enoteca: finanziamenti e selezione dei vini (Parte II)

Seconda parte della guida su come aprire un’enoteca o wine bar. Dopo aver visto quali sono i documenti necessari per avviare le due attività continuiamo ad approfondire l’argomento con un focus sui finanziamenti per aprire enoteche e consigli per i vini da selezionare.


Se hai già letto la prima parte di questo articolo su come aprire un’enoteca saprai già la differenza tra questa e un wine bar e altre fondamentali informazioni preliminari per iniziare a farti un’idea. Nella prima parte abbiamo visto insieme perché aprire un’enoteca o wine bar rappresenta un’idea interessante se sei un’amante di vini e hai deciso mettere su una tua attività.

Entriamo ora più nello specifico, per cercare di capire quali siano altri passaggi essenziali e, soprattutto, per darci un’idea di costi, possibili finanziamenti e numero e varietà di vini da considerare.

Ma più di tutto cerchiamo di fare una stima per capire quanto guadagna un’enoteca “tipo”, tenendo in considerazione il valore dell’investimento ipotizzato nel business plan, citato nel precedente articolo.

Finanziamenti per aprire un’enoteca o wine bar

Va detto che non esistono fondi specifici per attività come enoteca e wine bar, ma finanziamenti che possono essere “adattati” a questa tipologia di impresa coprendo parte o la totalità delle spese previste.

In questo senso, esistono molteplici tipologie di fondi a sostegno dell’imprenditoria all’interno dei quali configurare un business come quello di un’enoteca o wine bar. Fondi a sostegno di PMI o imprenditoria giovanile, come “Resto al Sud”, un bando fino a poco tempo fa riservato a individui sotto i trent’anni, oggi aperto anche agli over quaranta.

Se sei titolare di una cantina vinicola e vuoi aprire un wine bar all’interno della tua azienda per somministrare i tuoi vini puoi farlo anche attraverso i fondi OCM Vino e OCM Vino Investimenti. Questa misure coprono, infatti, anche progetti di riqualificazione degli spazi e delle tecnologie delle cantine, acquisto o ristrutturazione di immobili, restauri edilizi e strutturali e acquisto di tecnologie e sistemi informatizzati per la gestione del punto vendita.

Se non hai un’azienda agricola ma desideri aprire un’enoteca o wine bar hai sostanzialmente due strade:

  • Provare ad aprirne una in collaborazione con una cantina per la gestione di un angolo degustazioni all’interno della stessa, occupandoti della somministrazione, delle prenotazioni e della promozione dei vini in qualità di dipendente o collaboratore esterno, coprendo parte della misura d’investimento insieme all’azienda (anche attraverso fondi OCM utili a questo scopo);
  • Cercare o richiedere ad un consulente commerciale bandi attivi per l’imprenditoria attivi in Italia o nella tua Regione.

Considera che in alcune regioni italiane, specie quelle a statuto speciale, esistono specifici aiuti per l’auto imprenditoria, con particolare riguardo nei confronti di territori delle aree interne, come Comuni montani e simili.

In alternativa, se la tua idea è quella di aprire un bar specializzato in vini, che offra cioè, insieme classici servizi e prodotti da bar, anche una selezione più accurata e ricercata di vini puoi cercare informazioni in merito ai principali fornitori di articoli e prodotti da bar presenti nella tua zona.

I distributori italiani più grandi operanti nel settore offrono, solitamente, la possibilità di acquisire arredamenti e attrezzature come macchine da caffè e spillatori in comodato d’uso, a fronte di un contratto di fornitura esclusiva di relativi prodotti.

Ricorda che, nel caso di bandi rivolti all’imprenditoria o alla valorizzazione di prodotti del territorio, può essere una buona idea quella di riservare una particolare attenzione a vini regionali, e questo ci introduce direttamente al paragrafo successivo di questo articolo.

Quanti (e quali) vini scegliere per un’enoteca

Se sei un amante del vino saprai che questo settore è un vero e proprio universo. Se hai deciso di lavorare all’interno di esso dovrai iniziare a prendere le misure, calcolando il tuo investimento anche sulla base dei prodotti che andrai a somministrare.

La costruzione di una “normale” carta dei vini è basata, solitamente, su una semplice regola detta del “40/60”: 40% di etichette note e blasonate, e 60% tra vini del territorio, di tendenza, naturali o di piccoli produttori. Nella proporzione dovrebbero trovare spazio anche vini non italiani, con una minima o nutrita (a seconda dei casi) selezione di etichette provenienti da i principali Paesi a vocazione enoica del mondo (Francia, Australia, Cile, ect).

Un recente studio di settore condotto su oltre 500 enoteche italiane ha stimato che in media in un’attività di questo tipo siano in vendita dalle 1.200 alle 1.500 referenze diverse, con picchi fino a 2.000. Il numero e la qualità dei prodotti va, naturalmente, ad incidere sull’investimento.

Per questa ragione è fondamentale stile un accurato business plan prima di partire, e affidarsi ad un fornitore di vini affidabili, sul quale poter riporre piena fiducia.

Fornitori e distributori di vini: una scelta che fa la differenza

Che si tratti di un’enoteca o di un wine bar, il focus principale è quello del vino. Su questo prodotto è basato il successo, il ricarico e l’intero andamento del tuo business. Va da se che uno degli aspetti principali se stai pensando di aprire un’attività legata al vino sia quello di scegliere un fornitore puntuale, affidabile e in grado, non solo di offrirti una buona selezione di vini, ma anche alle migliori condizioni.

Esploravino è tra i pochissimi distributori di vini in Italia in grado di garantirti:

  • un innovativo servizio di cantinetta informatizzata in conto vendita, per gestire ordini, fatturazione e magazzino in modo più comodo e automatico;
  • la possibilità di prendere bottiglie in conto vendita, pagando solo per quelle effettivamente vendute;
  • un esclusivo e gratuito servizio di reso bottiglie invendute senza costi per il cliente;
  • consulenza specializzato in merito alla migliore selezione di vini italiani e internazionali per il tuo locale.

Contattaci per avere maggiori informazioni sui nostri servizi e iscriviti alla newsletter Esploravino per non perdere l’uscita dell’ultima parte di questo articolo: quanto guadagna un’enoteca e strategie di marketing per promuoverla con successo.

servire vino ristorante
Horeca

Servire vino al ristorante: regole, galateo e consigli per non sbagliare

Servire il vino in modo corretto al ristorante significa soprattutto venderlo. Mise en place dei bicchieri, descrizione del vino, apertura della bottiglia, servizio: ecco una rapida guida da tenere sempre pronta con consigli, regole e galateo per portare il vino a tavola in modo sempre impeccabile.


La figura del sommelier nella ristorazione italiana è ancora poco diffusa e legata ad un’idea di ristorazione “stellata” e per questo meno comune. La realtà e che, naturalmente, un esperto di vini incrementa la qualità del servizio del locale, ma ha certamente dei costi che non tutti i ristoratori possono permettersi.

La buona notizia, però, è che se essere un sommelier accreditato rappresenta un valore aggiunto in termini di prestigio, non è fondamentale esserlo per saper raccontare e servire correttamente il vino offerto dal proprio locale. Come sempre in questi casi, dipende dal tipo di locale, dalla selezione di vini offerti e, soprattutto, dall’abilità del personale di sala.

Esistono, tuttavia, una serie di buone pratiche da seguire per rispettare il “galateo” di servizio del vino, che prevede una serie di regole ben precise. I dettagli fanno la differenza e, per questo, per servire correttamente un vino è necessaria molta pratica e desiderio di migliorarsi fino a raggiungere un perfetto equilibrio di destrezza, capacità, comunicazione e, soprattutto, vendita.

Già, perché raccontare un vino significa principalmente questo, e la percentuale di bottiglie vendute a fine mese è sempre, inequivocabilmente e strettamente correlato all’abilità dello staff nel consigliare e indirizzare la clientela in questo senso.

Se hai già scoperto come costruire una perfetta carta dei vini per il tuo locale ecco alcune regole da ricordare per servire il vino sempre in modo perfetto.

Mise en place dei bicchieri da vino

Iniziamo dalle basi: bicchiere dritto o capovolto? Esiste un vero e proprio dibattito in merito alla questione, tra chi considera il bicchiere capovolto di eccessiva accortezza e chi, invece, lo reputa necessario per evitare contaminazioni di polvere o agenti esterni.

La soluzione, come sempre, è nel mezzo. La mise en place dei bicchieri da vino andrebbe, infatti, organizzata con i bicchieri capovolti quando il tavolo è “fermo”, ossia non vi è ancora nessuno ad occuparlo. Una volta assegnato il tavolo, voltare i bicchieri sarà premura del cameriere, poco prima che i commensali prendano posto.

L’ordinazione delle bevande ha sempre la precedenza sui piatti, anche se le due ordinazioni sono strettamente correlate. Qui sta tutta l’abilità del personale di sala nel condurre gli ospiti alla scelta del miglior vino per la tipologia di vivanda scelta. Un aspetto da non delegare mai esclusivamente al cliente.

Non occorre di certo ricordare che ogni vino ha il suo bicchiere e che se la cena prevede la degustazione di vini diversi i bicchieri andranno sostituiti di volta in volta, per non contaminare il bouquet dei singoli prodotti.

Raccontare il vino: quando farlo e come farlo senza annoiare

Anche qui esistono diverse scuole di pensiero. I puristi credono che la presentazione del vino debba avvenire con l’arrivo della bottiglia, ma se la priorità è aiutare il cliente a scegliere potrebbe essere più indicato anticipare questo passaggio al momento della scelta.

Nel farlo, approcciati al racconto del vino con estrema umiltà e spontaneità, senza pensare di dover utilizzare obbligatoriamente termini o specifiche tecniche, che potrebbero mettere in difficoltà il cliente o annoiarlo.

La sequenza corretta per presentare un vino è quella di enunciare il nome, l’eventuale cru, l’annata e il produttore. Altre informazioni, come tecniche di produzione, aneddoti, volume alcolico e simili, saranno fornite solo su esplicita richiesta del cliente.

In questo, però, non dimenticare di illustrare ai commensali perché credi che quel particolare vino sia perfetto da abbinare ai piatti scelti e lancia loro un lazo, informandoli che potranno sempre scegliere un altro vino da abbinare ai piatti a seguire.

Servizio del vino: comportamento e buone maniere

Una volta presa l’ordinazione è il momento di portare il vino in tavola. La bottiglia va servita chiusa, in un secchiello del ghiaccio per bianchi e bollicine e in nell’apposito paniere per i rossi che lo richiedono. È ammessa la presenza di polvere sulla bottiglia, quando non eccessiva, se si tratta di annate lunghe o vini riserva.

Una volta portata a tavola la bottiglia, si apre senza mai ruotarla, in modo che l’etichetta sia sempre orientata verso la clientela. Gesti rapidi, decisi e eleganti, plateali quanto basta affinché i commensali notino che la bottiglia in questione sia stappata sul momento.

Rimosso il tappo, senza sbavature, il sommelier andrà ad annusarlo sul fondo e lateralmente per individuare eventuali imperfezioni di conservazione.

Rimosso dal cavatappi, il sughero va lasciato sul vassoio di servizio a disposizione degli ospiti che volessero controllarne l’integrità, o appeso all’apposito cordino sulla bottiglia utile a questo scopo, mentre l’involucro andrà nascosto nella tasca del grembiule. Servire il vino posizionandosi alla sinistra del commensale, versando nel bicchiere a destra dello stesso, senza toccarlo e mantenendo la bottiglia dal fondo (e non dal centro), con l’etichetta sempre bene in vista.

Per un primo assaggio basta meno di un quarto del bicchiere. Una volta ricevuto l’ok del cliente si potrà provvedere a riempire i bicchieri, meno della metà per i rossi, circa un quarto per i bianchi. Per i vini rossi più strutturati, che hanno bisogno di 30-40 minuti o più di decantazione per essere degustati a pieno e eliminare eventuali sedimenti, sarà meglio utilizzare un decanter e comunicare questa particolarità al cliente.

Nel “kit” del perfetto sommelier non dovrebbe mai mancare:

  • cavatappi con coltellino per stappare il vino;
  • secchiello per ghiaccio per i vini bianchi e “paniere” per i rossi;
  • candela e accendino / fiammifero per lasciare al cliente la possibilità di verificare colore, archetti e “unghia” del vino;
  • tovagliolo, per asciugare eventuali gocce.

Ricorda inoltre di:

  • asciugare il collo, e solo il collo, delle bottiglie di bianchi da eventuali condense;
  • il ghiaccio nel secchiello dei bianchi dovrebbe sempre rispettare la proporzione dei 2/3;
  • non toccare mai i bicchieri e, se proprio necessario, farlo solo sullo stelo;
  • stappare spumanti e bollicine cercando di ridurre al massimo l’effetto esplosione, a meno che la situazione non lo richieda.

Temperatura di servizio, conservazione e selezione

Il range di temperature di servizio dei vini è molto ampia e va da un minimo di 6°/8° per bianchi e spumanti fino a 18°/20° per i rossi più corposi. Difficile non è ricordare la temperatura giusta per ogni vino (riportata, generalmente, sull’etichetta) quanto selezionare vini diversi dalla stessa temperatura di servizio e mantenerli correttamente all’interno della cantinetta.

In questo ti viene in aiuto Esploravino, il nuovo distributore di vini in Italia con un’innovativa cantinetta informatizzata per il settore HoReCa, in grado di mantenere sempre le giuste temperature di servizio e uno storico dei vini in magazzino e di quelli venduti, in modo da facilitare i processi di contabilità e logistica.

L’innovativa cantinetta Esploravino viene ceduta in comodato d’uso al ristorante, senza spese per il gestore, insieme ad un servizio continuo di bottiglie in conto vendita, che ti permette di pagare solo quelle effettivamente vendute, beneficiando di un esclusivo servizio di reso senza spese.

Con la consulenza degli esperti di Esploravino puoi costruire la carta dei vini del tuo locale in modo profittevole e sempre efficace, selezionando referenze italiane e internazionali più in voga e adatte al menù del ristorante. Contattaci subito per avere maggiori informazioni sui nostri servizi e iscriviti alla newsletter Esploravino per non perdere le principali novità di settore e tutte le news sul fantastico mondo del vino.

aprire una vineria
Horeca

Come trasformare un bar in un wine bar specializzato

Un buon assortimento di vini è indispensabile, ma non basta. Per trasformare un “semplice” bar in un wine bar specializzato occorre innanzitutto un buon fornitore in grado di offrirti la sua consulenza, più tutta una serie di piccoli accorgimenti per attirare amanti del vino.


Poco tempo fa, su questo stesso blog, abbiamo visto cosa serve per aprire un’enoteca e la differenza tra questa e un wine bar. Oggi apriamo una piccola parentesi ricca di consigli per trasformare un bar in un wine bar specializzato.

In Italia cresce il numero di bar. A dirlo è l’ISTAT, che in una recente ricerca evidenzia come negli ultimi dieci quest’attività abbia nettamente superato il numero dei ristoranti in Italia, toccando quota 130.000 unità, con un incremento del +10%. Un successo dovuto a condizioni economiche e sociali favorevoli per lo sviluppo di questa attività e ad una maggiore alfabetizzazione del pubblico in merito a questo settore.

Ma maggiore diffusione significa anche maggiore concorrenza. Categorizzare è importante per dare un’identità riconoscibile al locale e, di conseguenza, per fidelizzare il pubblico anche quando il locale non si trova in zone di passaggio. Servono idee originali e un servizio professionale ed efficiente per metterle a punto.

In questo, l’idea di trasformare un bar in un bar specializzato in vino rappresenta una concreta occasione per distinguersi rispetto alla concorrenza. Un wine bar è essenzialmente un locale che offre principalmente vini, liquori e distillati. Un luogo dove poter degustare e acquistare vini italiani e stranieri accompagnati da un aperitivo sfizioso a base di salumi e formaggi locali, o da portate calde e fredde.

Se sei un amante dei vini e desideri aprire un wine bar Esploravino è con te: ecco una serie di consigli per stilare una selezione di prodotti ricercata, organizzare un servizio impeccabile e proporre un’offerta accattivante per la clientela.

Cerca di capire su quali vini orientati

Solitamente, la prima domanda che viene in mente è: di quante etichette ha bisogno un wine bar?

Anzitutto facciamo una distinzione tra “etichette” e numero “bottiglie”: le prime si riferiscono ad una data tipologia di vino, mentre le seconde al numero di bottiglie scelte per singola tipologia. Va da se che 300 referenze in termini di etichette e 300 in termini di bottiglie corrispondano a due valori diversi.

Ad ogni modo, proprio 300 diverse etichette di vini è il numero orientativo sul quale è solitamente basato l’assortimento di un’enoteca – tipo. Per un wine bar potrebbero esserne richieste di meno, se la strategia del locale fosse quella di offrire una selezione di vini (non meno di 150) non troppo approfondita, o maggiore qualora il locale puntasse anche a vini stranieri, distillati e liquori.

La costruzione di una carta dei vini bilanciata e ben assortita è un’operazione che richiede cura, dedizioni e perfezionamento continuo.

Generalmente, il miglior modo per non sforare è rispettare il rapporto 60-40: 60% di vini locali, 40% di etichette innovative oppure blasonate. Pensa a quale clientela desideri attrarre per capire su quale fascia prezzo di vini dedicarti. Se intendi rivolgerti anche ad un pubblico straniero e hai bisogno di consigli in merito a quali siano i vini più amati dai turisti ecco dove trovare le tue risposte.

Se invece sei titolare di una cantina e intendi aprire un wine bar all’interno della tua azienda per somministrare bevande e alimenti leggi questa pratica guida.

Rendi il bar un punto di riferimento per acquistare vino

Un wine bar riconoscibile e con un buon assortimento di etichette diventa subito un punto di riferimento nella zona per amanti del vino. Bruciare l’occasione di incrementare gli affari vendendo direttamente alla clientela le etichette in degustazione sarebbe un vero peccato.

Il wine bar diventa quindi anche una piccola enoteca, dove magari poter acquistare vino alla mescita a fronte di un investimento per l’acquisto dell’attrezzatura necessaria. Allo stesso modo puoi pensare ad un servizio di wine delivery, cioè di consegna a domicilio di bottiglie di vino: ecco qualche consiglio per iniziare.

Organizza eventi, degustazioni e aperitivi

Il successo di un wine bar è strettamente correlato alla qualità degli eventi in grado di garantirgli un continuo afflusso di pubblico. Oltre agli eventi più “classici”, come musica dal vivo, happy hour, aperitivi e simili, pensa a strategie meno battute.

Serate di cabaret dal vivo, wine tasting stagionali o a tema, veri e propri corsi di degustazione per apprendere come approcciarsi correttamente al vino, incontri con i produttori, sono tutte idee originali che incuriosiscono il pubblico.

Per comunicarle, sfrutta al meglio le possibilità offerte dal web, e in particolare da social network come Facebook e Instagram.

Segui un corso per sommelier e perfeziona il servizio

Non puoi improvvisarti dall’oggi al domani. Il mondo del vino è un settore fitto di informazioni. È importante conoscere le denominazioni, saper riconoscere i sentori di un vino, a quale temperatura servirlo, in quale bicchiere e come abbinarlo.

Se vuoi fare del vino il tuo lavoro devi viverlo e approcciarti ad esso come tale. Segui un corso per sommelier per imparare a servire e a raccontare i diversi prodotti. Un ottimo modo anche per iniziare ad orientarti nella selezione delle etichette più in linea con il tuo locale.

Trova un buon fornitore / distributore di vini

Al di là di tutto il resto, un’attività incentrata sul vino necessita di una sola cosa: un buon fornitore, puntuale e attento, con condizioni contrattuali favorevoli.

Se hai deciso di aprire un wine bar o trasformare il tuo bar in una vineria specializzata contatta gli esperti di Esploravino, l’unico distributore di vini in Italia che ti offre la possibilità di prendere bottiglie in conto vendita, pagando solo per quelle effettivamente vendute, insieme alla possibilità di fare reso delle invendute senza nessun costo aggiunto.

Grazie ad una rete di collaboratori operanti nella promozione e vendita di vini italiani e internazionali in tutto il Mondo, Esploravino ti offre anche un servizio di consulenza in merito alle migliori etichette da acquistare per il tuo locale e ai prodotti più in voga del momento.

Contatta ora il nostro servizio clienti per avere maggiori sui nostri servizi e condizioni contrattuali.

1 2 14 15 16 17 18 19 20
Impostazioni sulla privacy
Utilizziamo i cookie per migliorare la tua esperienza mentre utilizzi il nostro sito web. Se stai utilizzando i nostri Servizi tramite un browser, puoi limitare, bloccare o rimuovere i cookie attraverso le impostazioni del tuo browser web. Usiamo anche contenuti e script di terze parti che possono utilizzare le tecnologie di tracciamento. È possibile fornire in modo selettivo il proprio consenso di seguito per consentire tali incorporamenti di terze parti. Per informazioni complete sui cookie che utilizziamo, i dati che raccogliamo e su come li elaboriamo, si prega di consultare il nostro Privacy Policy
Youtube
Consenso per visualizzare il contenuto da - Youtube
Vimeo
Consenso per visualizzare il contenuto da - Vimeo
Google Maps
Consenso per visualizzare il contenuto da - Google
Spotify
Consenso per visualizzare il contenuto da - Spotify
Sound Cloud
Consenso per visualizzare il contenuto da - Sound