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Antonio Secondo

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Arredamenti per enoteche: come esporre i vini in vendita

L’esposizione dei vini rappresenta senza dubbio la sfida più grande per chi gestisce un’enoteca. Si tratta di un prodotto che non ama la luce e deve necessariamente essere conservato a temperatura controllata. Va da sé che, come sappiamo, il vino prediliga luoghi bui, mai caldi e al riparo da sbalzi termici, cioè in sostanza tutto ciò che un locale commerciale non è.

Tuttavia, di contro, per venderlo è necessario mostrarlo. Tanto più che da qualche anno a questa parte i produttori sembrano fare a gara per vincere il premio dell’etichetta più ricercata, di design e in grado di colpire. Una strategia certamente utile sugli scaffali della grande distribuzione, ma anche su quelli di enoteche e negozi specializzati, dove il colpo d’occhio necessita di elementi distintivi per catturare l’attenzione.

Nella discrepanza tra corretto e funzionale è nascosto l’impegno nel cercare soluzioni efficaci da parte di architetti e professionisti specializzati nel realizzare arredamenti per enoteche. Nonché quello degli stessi titolari di queste attività, esperti conoscitori di vini e di come conservarli nel modo corretto .

Se stai pensando di aprire un’enoteca ed hai già letto la nostra guida completa in tre parti sull’argomento, o stai cercando idee per rinnovare l’arredamento del tuo locale, ecco qualche consiglio utile per esporre e conservare correttamente il vino a scaffale.

Esposizione del vino: perché è importante

Nonostante la grande distribuzione sia, a suo modo, sempre più interessata a vini high-end (cosa assolutamente impensabile solo fino a qualche anno fa), è ovvio come l’enoteca rappresenti in questo senso un tempio del buon vino. La corretta esposizione delle referenze, che valorizzi il prodotto senza lederne l’integrità organolettica, riveste quindi un’importanza fondamentale.

Mostrare i vini aiuta a venderli e, per “mostrare”, si intende non solo far vedere la bottiglia ma dichiarare territorio di provenienza, il vitigno di produzione e altre informazioni utili ad avvicinare il cliente al prodotto prima di acquistarlo. È, pertanto, importante rispettare alcuni parametri relativi a illuminazione, protezione della bottiglia da raggi UV / sbalzi termici e accessibilità. Vediamo come.

Illuminare espositori di vino

Meglio prediligere luci LED, che offrono una buona resa senza surriscaldarsi e ottimizzando anche i consumi. Ovviamente quelle più performanti hanno un costo di gran lunga più alto rispetto a quelle da pochi euro da discount, ma è un investimento sicuramente ben ripagato sul lungo periodo.

È importante sapere che, nella scelta delle colorazioni da utilizzare è bene prediligere i toni scuri, per una maggiore sicurezza delle bottiglie. Non a caso, vetrine e scaffali per l’esposizione di vini sono sovente illuminate con lampadine di colore blu. Gradazione che rende particolarmente versatile la sperimentazione illuminotecnica anche su versanti più “artistici” e di design.

Vetrinette vino: quali utilizzare

In molti si chiedono se il plexiglass o altri materiali plastici, più economici e leggeri del vetro, siano funzionali per realizzare vetrinette per lo stoccaggio dei vini. La risposta è: no. Il vetro delle cantinette è, o dovrebbe essere, sempre munito di uno specifico filtro anti-UV in grado di proteggere le bottiglie dai raggi ultravioletti.

Inoltre, è sempre bene optare per un doppio vetro per isolare e mantenere a temperatura ideale le referenze.

Disposizione delle bottiglie: gli espositori ad “alveare”

Questa soluzione risulta di gran lunga la più pratica e utilizzata. Consente di conservare correttamente le bottiglie in posizione orizzontale e, allo stesso tempo, di posizionarne una esternamente per la presa visione da parte della clientela.

Scaffalature ed espositori ad alveare per enoteche sono disponibili in commercio nei materiali più disparati ma, tra tutti, il legno rappresenta quello più sicuro in termini di protezione dagli urti, stabilità e isolamento.

Da tempo, tuttavia, sono disponibili anche scaffali in materiali plastici, leggeri da spostare e pratici da montare, o in metallo. Questi ultimi, però, non sembrano molto graditi. Sarà perché al vino si abbina da sempre meglio un ambiente rustico in materiali naturali, rispetto a quelli industriali. Eppure, non mancano esperimenti interessanti, virtuosi e originali che negli anni sono riusciti a scardinare completamente questo preconcetto.

L’importanza della rotazione

Indipendentemente dalla struttura o arredamento che sceglierai di utilizzare, è sempre molto importante far ruotare periodicamente l’intero campionario / magazzino, per molteplici motivi:

Pulizia

la polvere sulle bottiglie di vino costituisce un valore, ma solo in cantina e su bottiglie con anni di invecchiamento sulle spalle. Non di certo in enoteca, dove le bottiglie devono sempre risultare lucide e perfettamente pulite.

Controllo

il controllo delle referenze è fondamentale e deve essere eseguito regolarmente. Spostare le bottiglie significa anche passarle attraverso un controllo qualità per verificare integrità del prodotto, numero di referenze disponibili (con conseguente studio di offerte per “farle fuori”) ed evitare la persistente esposizione in luoghi, magari, maggiormente esposti a luce e o calore di alcune rispetto ad altre.

Stagionalità

Come le più basilari tecniche di visual merchandising insegnano, il posizionamento dei prodotti a scaffale non è mai casuale. Quelli immediatamente più visibili saranno certamente più “spinti” rispetto ad altri più nascosti, e vanno per questo organizzati di conseguenza.

Ruotare le referenze in magazzino ti aiuterà a sistemare in posizione di rilievo vini più adatti alla stagionalità del momento, come bianchi, frizzanti e rosé in estate, o rossi e riserve in inverno, vini primaverili, da invecchiamento o da regalo, e così via.

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reel instagram
Horeca

Reel Instagram: come usarli al meglio per promuovere il tuo locale

I numeri parlano chiaro: Facebook è ancora il social network più utilizzato dalle attività ricettive italiane, bar, enoteche e ristoranti in primis, ma è su Instagram che la categoria registra il maggior numero di interazioni. Più facile trovare follower, intercettare pubblico, mostrare contenuti a più utenti e, non da meno, convertire, cioè ottenere prenotazioni.

Questo perché il team di casa Zuckerberg ha investito notevolmente negli ultimi anni per potenziare funzionalità e novità su Instagram, a cominciare dalle Storie fino alle campagne a pagamento, nel tentativo di sottrarre terreno al sempre più celebre TikTok, ormai imprescindibile per i più giovani (e non).

Proprio in quest’ottica, da qualche anno a questa parte, anche su Instagram sono comparsi i “Reel”: una categoria di video a scorrimento, di durata maggiore rispetto ai 15 secondi permessi dalle Storie, presenti in una specifica sezione dell’app. Un modo per ricalcare il concetto alla base dei contenuti tiktoker: veloci, coinvolgenti e molto più efficaci per chi li pubblica in termini di visualizzazione da parte del pubblico.

A differenza delle Storie, infatti, che possono essere visualizzate quasi esclusivamente da chi segue il profilo che le pubblica, i Reel vengono mostrati ad un pubblico più ampio, che può in questo modo scoprire e seguire i suoi autori. Una strategia che ha effettivamente riportato Instagram in testa alle classifiche, rilanciando l’utilizzo e i download dell’app tra gli utenti di ogni età.

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Se il tuo locale è su Instagram devi fare Reel

Si sa: quando viene lanciato un nuovo social network o una nuova funzionalità su uno già esistente, i primi ad approdarvi sono sempre i più premiati. Questo perché, ovviamente, gli sviluppatori tendono ad incentivarne l’utilizzo, mostrando i contenuti pubblicati a più utenti.

Forse ricorderai quando, fino a qualche anno fa, fosse molto più facile di oggi acquisire follower su pagine Facebook o finire tra i primi risultati di ricerca su JustEat. Oggi, e ancora per poco, questo sistema funziona per i Reel di Instagram che non possono, per questo, essere ignorati da chi segue una propria strategia di marketing per promuovere il proprio locale su questa piattaforma.

Ma, come nel caso delle Storie o dell’utilizzo degli Hashtag, per pubblicare Reel davvero coinvolgenti su Instagram è necessario seguire alcune regole, e violarne altre. Ecco alcuni trucchi e consigli per realizzare Reel perfetti.

1. Il Reel perfetto non esis…

I Reel sono perlopiù contenuti amatoriali, registrati da cellulare e pubblicati da utenti che hanno poca o nessuna dimestichezza con programmi di montaggio. E il bello sta in questo. Sono divertenti, scanzonati, talvolta anche esagerati, e – soprattutto – sono veri.

Certo, un minimo di padronanza o occhio critico non guasta quando si tratta di scegliere la canzone giusta, o il momento perfetto per tagliare una sequenza, ma in generale non preoccuparti troppo della qualità. Preoccupati piuttosto di esprimere te stesso.

2. Mostra i retroscena

Metà del lavoro di un bar o di un ristorante si svolge dietro le quinte. E spesso è anche il più interessante.

Il tuo pubblico è abituato a vedere il proprio cocktail o piatto preferito quando gli viene servito, ma non nel momento in cui viene preparato. Se il tutto prevede anche un effetto scenico, con un po’ di flair bartendering o un passaggio di cucina particolarmente curioso (flambé, padronanza degli accessori del mestiere, velocità di esecuzione, etc.) il gioco è fatto.

3. Presenta i tuoi prodotti

Che si tratti di primi piatti, tagli di carne, aperitivi, vini, long drinks o altro puoi sempre utilizzare i Reel per mostrarli. Ma ad una condizione: devono essere spettacolari.

Un brunch particolarmente assortito, un sandwich alto trenta centimetri, una torta di pasta di zucchero elaborata, un vino particolare o introvabile (di importazione, vulcanico, abbinato a cibi particolari, come la cioccolata).

Il pubblico dei Reel cerca emozioni forti. Vuole divertirsi, commuoversi, stupirsi, tutto nel giro di pochi secondi. L’ordinario non fa parte di questa categoria di video. Usa qualcosa di sorprendente per sorprendere il pubblico.

4. Presenta il tuo team

Lo chef, il responsabile di sala, il bartender o la barlady, il sommelier: presentare i tuoi collaboratori li “umanizza” agli occhi del pubblico.

Sapere chi si occupa di realizzare il piatto, di servire il vino o di preparare il cocktail che andranno ad ordinare li farà sentire a casa.

Non solo: costruire il “personaggio” di una figura professionale centrale del locale rappresenta una importante strategia di branding: “andiamo in questo locale, il loro cuoco è davvero professionale / divertente / originale!”.

5. Sfrutta i tormentoni

La maggior parte dei Reel presenti su Instagram sono riproposizioni dei tormentoni del momento. Una canzone, un video, una reazione ad un altro video: niente è troppo visto, troppo gettonato, per essere riproposto.

Spesso basta la canzone giusta per innescare nell’utente il desiderio di fermare lo scrolling e continuare a guardare cosa accade nel video.

6. Racconta chi sei

Lo abbiamo già detto e lo ribadiamo, perché è l’aspetto più importante. Se il tuo è un ristorante per famiglie, crea contenuti per famiglie. Se sei titolare di una vineria promuovi i prodotti più originali, ricercati o introvabili che è possibile scoprire nel locale. Se hai investito tutto su una cucina di fascia alta, raccontane il prestigio o la raffinatezza. Se gestisci un locale notturno o un bar di quartiere crea contenuti ad hoc per il tuo pubblico.

Raccontare chi sei veramente è l’unico vero segreto per un marketing di successo!

Noi di Esploravino, lo sappiamo bene, perché impegnati ogni giorno nella consulenza e distribuzione di vini italiani e di importazione ad attività ricettive in gran parte delle regioni italiane.

Costruire una carta dei vini perfettamente abbinata all’anima del locale è una sfida nella quale siamo impegnati ogni giorno.

Se desideri provare il nostro servizio, contattaci per ricevere senza impegno un primo colloquio con un nostro referente nella tua zona: il nostro servizio di fornitura vini per bar e ristoranti è in conto vendita e con possibilità di reso gratuito e senza condizioni!

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Winelovers

Vino e vacanze: le migliori mete estive in Italia per wine lover

L’enoturismo in Italia è ormai una realtà. Un segmento del settore ricettivo cresciuto esponenzialmente negli anni, fino a percentuali che sfiorano il 50% dei visitatori stranieri e nazionali, in qualche modo collegati o impegnati in attività come visite in cantina, degustazioni o ricerca di denominazioni tipiche.

L’Italia è un mondo meraviglioso da scoprire. Il vino, si sa, rende ogni viaggio più autentico e ricco di sapore. La storia, la cultura, il paesaggio di ogni regione del Bel Paese è legata alla sua tipica produzione enologica. È il caso delle Langhe e del Roero in Piemonte, della Val di Chianti e della Val d’Orcia in Toscana, del piceno marchigiano, della Franciacorta lombarda e delle colline di Conegliano Valdobbiadene, oggi patrimonio Unesco.

Se sei un amante del buon vino e stai cercando una meta estiva da visitare in Italia ecco qualche consiglio con alcuni dei più affascinanti territori a vocazione vitivinicola ed esperenziale da non perdere!

Enoturismo in Puglia, dal Gargano al Salento

La Puglia resta una delle mete estive più gettonate e scelte dagli italiani. Ma oltre a spiagge bellissime, specie nel Salento ionico, paesini da sogno e ottimo cibo, con i suoi 87mila ettari vitati la Puglia resta una delle più importanti regioni italiane per produzione di vino.

E se, nell’area garganica, l’influenza dettata da antichi scambi commerciali con le regioni vicine, come Abruzzo e Campania, ha lasciato in eredità vini come Montepulciano e Falanghina, scendendo fino al tacco dello Stivale è possibile imbattersi in sapori antichi e molto profondi. Parliamo ovviamente del Salento e dei suoi vini, dal Negro Amaro al Primitivo, serviti nelle caratteristiche masserie disseminate nelle immense campagne del territorio.

Un viaggio on the road in Puglia, tra uliveti secolari e vigneti pregiati, a due passi dal mare e dalla collina, è un’esperienza obbligatoria almeno una volta nella vita (ma, per quanto ci riguarda, anche una volta l’anno 😉 )

Vini e vacanze in Trentino

Trentino sinonimo di montagna, ma anche di grandi vini. Nel Sud Tirolo denominazioni tipiche come Riesling e Traminer hanno ormai conquistato il pubblico nazionale e internazionale, affermandosi come due dei vini italiani più famosi del Bel Paese.

Nonostante la regione sia famosa per il turismo invernale, anche e soprattutto grazie ai mercatini di Natale, l’estate è un periodo ideale per visitare il Trentino, nonché momento perfetto per esperienze in cantina, tanting e altre attività enoturistiche. Il bel tempo, la minore mole di lavoro delle aziende agricole e il grande numero di eventi e degustazioni organizzate in tutta la regione rendono i mesi estivi un’occasione per una vacanza all’insegna della natura e dei sapori autentici.

Enoturismo in Piemonte: dal Monferrato alle Langhe

Il Piemonte è forse tra le più rappresentative regioni dell’Italia enoturistica. Qui, la cultura enologica è radicata in territori come Alba, Barbaresco, Neive, Asti e tantissimi altri piccoli borghi. Tra queste colline, il vino italiano ha vissuto nei secoli una vera e propria prosopopea, narrata da autori senza tempo come Cesare Pavese e ricca di storia e aneddoti tutti da scoprire.

Come quello che vuole il Barolo insignito del titolo di “Re dei vini e vino dei Re”, coniato per lui niente meno che da Carlo Alberto di Savoia, estimatore di questo vino. Tra castelli immersi tra i vigneti, colline da sogno, agriturismi e cantine, il Piemonte del vino è un viaggio da cui lasciarsi incantare.

Località di vacanza in Sardegna: non solo mare ma anche…vino!

La Sardegna, celebre per le sue spiagge, è invece meno conosciuta per i suoi vini. Un fattore che costituisce una buona occasione per avventurarsi alla scoperta dell’entroterra di una delle regioni più suggestive d’Italia.

Ovviamente, se parliamo di vini sardi, parliamo di Cannonau, la cui storia è strettamente legata ad uno specifico territorio della regione: l’Ogliastra. Con le sue spiagge fantastiche, ma meno turistiche rispetto ad altre località più “vip”, e un entroterra fatto di paesaggi incontaminati e suggestivi, l’Ogliastra è da sempre sinonimo di produzione vitivinicola in Sardegna.

Un buon modo per coniugare mare e collina, per una vacanza perfetta per coppie e tra amici!

Vistare la Sicilia: itinerari del vino

Se il territorio dell’Etna è famoso per i suoi vini vulcanici, l’enoturismo in Sicilia passa anche sicuramente anche tra i territori di Ragusa e Siracusa. Proprio qui, infatti, tra città barocche dal carattere mediorientale e bizantino, è prodotto uno dei più importanti vini italiani: il Nero d’Avola.

Le strade di questo vino si estendono tra la città di Avola, a cui deve il suo nome, fino alle zone di Noto, Modica e Pachino, tra le località più interessanti della regione a livello storico e paesaggistico.

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